[Cap. XXVII.]
Lo re domanda e disse: dove abita l'anima? Sidrac risponde:
L'anima abita nel suo vasello, cioè a intendere per tutto lo corpo, dentro e di fuori, là ove è lo sangue; chè lo vasello dell'anima è lo sangue, e lo vasello del sangue si è il corpo. Là ove sangue non è, l'anima non vi dimora, cioè a sapere agli denti, all'unghie, a' capelli. L'anima non abita giammai in questi luoghi; e lo duolo di queste tre cose che noi abiamo contate, si è perchè la loro radice tocca il sangue, e però dogliono elle; ma chi le tagliasse o tondesse, egli non dorrebbono punto.
[Cap. XXVIII.]
Lo re domanda: perchè non puote dimorare nel corpo quando lo sangue è tutto fuori? Sidrac risponde:
L'anima non puote dimorare nel corpo, altressì come una fonte piena di pesci, e allora viene l'uomo, e spande l'acqua di quella fonte, a poco a poco, tanto che tutta l'acqua è perduta, e gli pesci si truovano sopra terra, e conviene loro morire. Allora viene l'uomo, e si gli piglia, e l'uno fa arostito e l'altro fa lesso e l'altro fritto, secondo ch'egli fieno buoni a mangiare. Altressì viene [(438)] dell'anima: quando lo corpo perde lo suo sangue, di qualunque modo si sia [(439)], l'anima va tuttavia infievolendo; e quando lo sangue è tutto fuori, l'anima rimane come lo pescie sanza acqua, che si truova in terra; e allora si parte di quello medesimo cuore, che non vi puote più dimorare, ch'ella à perduta la sua innodritura [(440)], simigliantemente come lo pescie l'acqua, e a ciò si conviene allora partire per forza. Lo pescatore dell'anime buone o malvagie, cioè a intendere pescatore, o angelo o diavolo, la piglia, e portalla, e dalla [(441)], secondo ch'ell'à fatto e governato in quello medesimo corpo. E se ella à ben fatto, ella sarà della conpagnia del figliuolo di Dio, quando egli sarà risucitato.
[(438)] adiviene C. R. 2.
[(439)] di quale uomo sia C. L. — Abbiamo corr. col C. R. 2. — Nel C. F. R.: de chelche maniere chi soit.