Lo re domanda: perchè non si parte l'anima, quando il corpo perde la metà del sangue e più? Sidrac risponde:
Quando lo corpo perde la metà del suo sangue, lo caldo che è nell'anima, che lo sangue mantiene, non perde già; che in quello poco sangue che vi dimora, l'anima dimora in lui. Il sangue sostiene l'anima, e l'anima sostiene il sangue e lo corpo: e l'uno de' due non puote stare al [(457)] corpo solo. E quello poco sangue che rimane al corpo sostiene l'anima, altressì come uno piccolo lucignolo sostiene uno molto bello fuoco; e quando lo lucignolo falla, il fuoco viene meno e si spegne e si parte; che il sangue si è lo lucignolo, e il fuoco si è l'anima. Quando lo corpo non perde il sangue e muore di malattia, l'anima consuma; e allora parte l'uno dall'altro, altressì come lo lucignolo è al fuoco, èe tutto consumato e diviene nulla. Il fuoco ne va al sole, che è di sua natura; altressì diviene dell'anima e del sangue: l'anima si ritrae a Dio, al suo comandamento; e per la lena che di bocca gli uscie (di quella lena gli donò l'anima), altressì si ritrae al suo comandamento; e ella aventa, secondo ch'ell'avrà servito in questo secolo [(458)].
[(457)] lo C. L. — Abb. corr. cogli altri Codd.
[(458)] Nel C. F. R. leggesi: „auci se retrait ele a son comandement, et per cel comandement elle aura, seguont ce che elle aura deservi en cest siecle.„ Notisi il seguont (segont, selon) di cui nota il Burguy trovarsi rari esempi nella lingua d'oïl, se non nelle provincie prossime alla lingua d'oc. — Nel C. L. sia scritto: altressì ritrae. — Abbiamo aggiunto il si sulla scorta del Francese. — Di aventare reca un solo esempio la Crusca, nel senso di crescere, allignare. Ma noi crediamo che il nostro aventa abbia piuttosto il significato dell'avantar provenzale, avvantaggiare, avere vantaggio (esse potiori conditione): l'anima si avvantaggia, si nobilita, secondo i proprii meriti. Nel C. R. 1.: e per quello comandamento avrà secondo l'uopara k'avarà servito in questo mondo.
[Cap. XXXV.]
Lo re domanda: di qual natura è 'l corpo e di quale conpressione? Sidrac risponde:
Lo corpo è della natura della terra e di fredda conpressione; e si è facto di quattro elimenti: che della terra à egli la carne, e dell'acqua lo sangue, e dell'aria l'anima, e del fuoco calore. La carne, che è fatta di terra, è fredda; lo sangue, che è facto d'acqua, si è freddo; l'anima, ch'è fatta d'aria, si è calda, che ciascuna torna alla sua natura. Il calore che è della lena di Dio, si è l'anima, che la lena si è di due cose: aria e calore [(459)]. E quello calore che a l'anima [(460)] dà la lena di Dio, si abita al sangue, e per diritta natura inforza [(461)] il sangue e lo scalda. Et elli scalda [(462)] l'altre cose che sono al corpo, e si fa gli omori neri e gialli, per la natura del sole, caldi essere.