[(498)] rie C. L. — Abb. creduto di dover preferire la lez. del C. R. 2., anche per l'autorità del C. F. R. che ha: quant les bones armes.

[(499)] Meglio il C. F. R.: veront les felons.

[Cap. XLVII.]

Lo re domanda: che vale meglio o la santà o la malizia? Sidrac risponde:

Degna cosa è la sanità dell'anima che è pura e netta, e quella anima sarà nella conpagnia del cielo [(500)]. Altressì come uno cavaliere che è forte e prode e è valente, e fosse della vostra masnada, e voi andasti in battaglia, bene vorresti ch'egli fosse della vostra conpagnia; e se egli fosse malato e fievole e debole, voi non vorresti che egli fosse presso a voi; simigliantemente [(501)] della sanità e della malizia; che sanità varrà meglio che malizia all'anima. Che l'anima ch'è malata, cioè di peccato, quella anima è della conpagnia del diavolo; e Dio non vuole che s'acosti a lui, se di quella malizia non guariscie. La sana, ch'è sanza peccato, vuole egli bene che sia apresso di lui. Eziandio al corpo vale meglio la sanità che la malizia, a coloro che la sanità e la forza usano bene per loro e per altrui. Gli rei, che lo bene non vogliono fare e fanno lo male, la malizia al corpo loro vale meglio che la santà; chè, per la fievoleza del corpo e della malizia, si ritragono di mal fare; e gli buoni non ànno briga delle loro rie opere, ch'egli fanno.

[(500)] Così hanno i due Codd. L. e R. 2. Ma la lez. è senza forse errata, e a corregg. giova riferire il testo del C. F. R. che ha: car l'arme chi est saine, elle est nete et pure; et celle arme sera en la compagnie Deu. Chi corr. ki. — E del pari ha il C. R. 1.: „Dengna cosa è la sanità dell'anima; imperciò ke l'anima k'è sana e necta, quella cotale anima saràe de la conpagnia di Dio.„ Ed esso C. R. 1. seguita: E l'anima k'ene amalata si è de la compagnia del diavolo; e Dio non vuole ke s'apressi a lui, se di chel male non guarisse.