Lo re domanda: sarà giammai rilevata la grandeza del diavolo altressì com'ella fu al mio tenpo? Sidrac risponde:
Li garzoni grideranno [(551)] Dio lo possente; e gli loro figliuoli, e gli altri che verranno dopo loro, torneranno alla ria credenza dinanzi, infino alla venuta di Giovanni. Elli faranno una città, nella quale avrà una torre di XL staggi [(552)] alta, nella quale regnerà lo più alto re del mondo del suo tenpo. Quelli farà una immagine, alla simiglianza del suo padre, e comanderà a tutte le genti che l'adorino come Idio.
[(551)] creiront C. F. R. — È evidente che il traduttore ha confuso creire (credere) con crier (gridare). Anche il C. R. 2. ha: gridano; ma dee correggersi crederanno.
[(552)] estages C. F. R.
[Cap. LIX.] [(553)]
Lo re domanda: perchè non fece Iddio all'uomo, quando la persona avesse mangiato una volta, ched elli se ne potesse istare una semana? Sidrac risponde:
La fame è una delle pene per lo peccato d'Adamo; che l'uomo fu così fatto, che, s'egli volesse, sarebe vivuto tutto tenpo sanza mangiare. Ma poi che fu caduto in peccato, non si potè rilevare a quello ch'egli avea perduto, se non per travaglio. E se cosa fosse che l'uomo non avesse fame nè sete nè freddo nè caldo nè altre cose necessarie, e non avesse bisogno, egli non avrebe cura di lavorare nè di travagliare così fattamente. E però gli diede il nostro Signore la fame e la sete e l'altre cose, però che, quando egli fosse costretto per questi bisogni, si ricoverasse ciò ch'egli avea perduto, che per pene e per travaglio gli conviene ricoverare.