[(553)] Il titolo del presente Cap. è tolto dal C. R. 1. Nel C. L. dice: Perchè non tolse Iddio all'uomo, quand'egli avesse mangiato una volta, ch'e' se ne potesse sofferire una settimana?
[Cap. LX.]
Lo re domanda: come muore altressì il ricco come il povero? Sidrac risponde:
Iddio à fatto lo ricco e lo povero d'una natura e di quattro alimenti, e sono tutti facti l'uno come l'altro; dunque la loro conparazione [(554)] è tutt'una; e quello che più il serve e lo suo comandamento fa, più gli dà; ma al fatto della morte sono tutti uno. Altressì come uno vasello di quattro bocche, che n'escie di tutte, simigliantemente alena lo povero come lo ricco, e mangia e bee [(555)], e à gioia e dolore e sospiri, e dormire e veghiare e ingienerare, e mani e piedi, e altre cose ànno altressì i poveri come i ricchi. Ma lo povero àe più forte compressione [(556)] che lo ricco, per lo travaglio che egli soffera. Ma alla morte tutti sono comunali, e la sua riccheza no lo potrebbe canpare uno solo punto.
[(554)] Anche il C. R. 2. ha: comperazione. Manca questa parola ai Codd. R. 1. e F. R. Noi crediamo che abbia da correggersi complessione, perchè più sotto, dove il nostro ripete comparisione, il C. F. R. ha: complecion; e il C. R. 1.: compressione.
[(555)] et mangia e beve, e sta famuloso e satollo C. R. 1. — La Crusca registra famulento, ma non famuloso.
[(556)] comparisione C. L. — Abb. corr. col C. R. 1.