[(649)] Il C. L. ha: e altrettanto quanto egli avrà più nella lana. — Abbiamo supplito col C. R. 2.
[Cap. LXXXIII.]
Lo re domanda: quegli che mangiano e beono più che mestieri non è loro, fanno male? Sidrac risponde:
Quelli che mangiano più che non deono, fanno gran male al corpo e all'anima, e fanno peccato, e guastano la vivanda di che un altro uomo potrebe vivere. Quelli sono chiamati ghiottoni, e peggio che bestie; e sì sono incontro lo stabilimento di Dio; che Idio à ordinato che l'uomo dovesse mangiare e bere tanto, quanto mestiere loro fosse; e lo rimanente serbare per altre volte, e per darne a coloro che n'ànno mestieri. E in questo mondo l'uomo dee mangiare una volta o due il dì; e chi altrimenti farà, non farà bene, anzi fia chiamato ghiottone, e peggio che bestia, che non à senno come l'uomo, quando è satolla si riposa, infino ch'ella à fame; e per diritta natura l'uomo lo dee meglio fare, e se altrimenti lo fa, si è più da biasimare che una bestia, che non à iscienza nè senno.
[Cap. LXXXIV.]
Lo re domanda: che cosa è la migliore e la piggiore cosa che sia [(650)]? Sidrac risponde:
La lingua è lo migliore e lo pigiore menbro del corpo; che per la lingua puote l'uomo avere bene e amore e onore e profitto e alzamento [(651)] dalle genti; e puote l'uomo avere da' suoi e dagli altri prò e onore di buono uomo [(652)], conciosia cosa che [(653)] egli non sia. E per la lingua l'uomo puote avere onta e male e villania e perdizione del corpo; chè tal parola potrà la lingua dire, che tutto il corpo ne potrà aver gran dannaggio; altressì come per la buona lingua puote l'uomo avere onore e bene. La lingua non à osso, ma ella fa ronpere il dosso [(654)]. Più legiermente, più salvamente [(655)] puote l'uomo dire lo bene che 'l male.
[(650)] Manca al n. t. cosa che sia — Abb. suppl. col C. R. 1.