[(665)] e infiamallo C. R. 2. — e infiammano lui C. R. 1.

[(666)] e suoi nemici lo rinfiammano C. R. 1.

[(667)] che se il cuore soffera lo danno, il corpo non si muta C. R. 2.

[Cap. LXXXIX.]

Lo re domanda se dee l'uomo amare la femina, e la femina l'uomo sanza biasimo. Sidrac risponde:

L'uomo e la femina si deono amare secondo Idio, inperò ch'egli gli à fatti conpagni e d'una cosa, per avere frutto, che ringrazino lo suo nome. E per questa ragione l'uomo dee avere colla femina buono amore e leale, secondo lo comandamento di Dio, e così la femina a l'uomo, secondo lo mondo, per molti modi: primieramente dee l'uomo amare per la sua lealtà e per la sua bontà e per le sua biltà e per la sua chiareza e per gli suoi doni e per lo suo buono servire e per lo suo senno. L'uomo che àe una femina che tali costumi à in lei, o l'uno di questi, elli non è già da biasimare, secondo il mondo, s'ella non à già altra reità in lei che spegna la buona opera, se elli l'ama, ched elli l'ama per le sue buone opere [(668)]. La femina dee amare l'uomo, secondo il mondo, primieramente per lealtà e per bontà e per biltà e per valore e per doni e per cortesia e per suo servigio e per suo senno. Femina che abia uomo che alcuna di queste cose sieno in lui, e non abia in lui altri costumi che spegnia li buoni, ella non è da biasimare, se ella l'ama, chè ella l'ama per una bella cosa ch'è in lui. Uomo che odia la femina, e la femina che odia l'uomo, e non ànno niuno rio costume in loro, sappiate ch'egli sono molto da biasimare e da riprendere.