[(661)] e due volte l'anno le 'nvermina tutto dentro da la bocca C. R. 1.

[(662)] uno brocco C. R. 1.

[Cap. LXXXVIII.]

Lo re domanda: quando l'uomo è gioioso e allegro, ed egli oda alcuna cosa che non gli piaccia, come si cruccia egli? Sidrac risponde:

Lo cuore si è maestro e signore di tutto il corpo; lo corpo si è servente e guardia del cuore, e ciò che piace al cuore piace al corpo [(663)]. E gli occhi sono guardatori [(664)]; e gli orecchi sono messaggi del cuore; le mani sono difenditori del cuore; la testa è lo castello del cuore. Quando il cuore ode alcuna parola che gli sia o buona o ria, egli nolla puote sapere se non per li suoi anbasciadori; e se gli piace, egli ingioiscie e allegra; tutti i suoi menbri ringioiscono e allegrano della sua gioia; e li suoi aversari sono isconfitti. Quando gli suoi ambasciadori gli portano cosa di cruccio, della ria anbasciata egli triema, e si smuove, e tutti i suoi menbri sono crucciati e paurosi, e del suo cruccio triemano altressì come fa egli. Gli suoi aversari ànno grande allegreza, e sì si muovono contro di lui, e rinfiamano come egli fae [(665)]. Se lo cuore è savio e provedente, e ama il suo castello e li suoi uomini, egli riceve tutto lo biasimo e il carico e il cruccio sopra sè, e si tiene fermo e costante, e gli suoi uomini riposano, i suoi nimici sono isconfitti. E se lo cuore è fievole e vano, gli suoi nemici rinfalabiliscono [(666)], sicchè egli non à podere di sostenere gli altri suoi nimici. E li suoi uomini, che sono altressì frali e vani come egli, non possono soffrire, e allora si muovono a malfare. E così riceve lo signore lo danno; che se il cuore soffera, il corpo non si muterà [(667)].

[(663)] Lo quore si è rôcca e fortezza della vita, e signore del corpo; et ciò che piace al quore si piace al corpo C. R. 1.

[(664)] guidatori C. R. 2. — guides T. F. P. — specchi C. R. 1.