La terre enmi le ciel assise,
Et si ingalment enmi mise, etc.
[Cap. CXXI.]
Lo re domanda: à gente di sotto a noi, che vegano lo chiarore del sole, altressì come noi qui? Sidrac risponde:
Per la ritondezza del mondo si àe altre genti di sotto da noi, che vegono lo chiarore del sole, altressì come noi qui; e gli loro piedi sono contra i nostri. E ciò è per la bassezza e per l'altezza delle parti del mondo, e per la ritondezza, che il levante è più alto che il ponente. E quando il sole si leva al ponente, anco è notte al levante, per largheza e grandeza del mondo [(753)]; che in quello che 'l sole avrà corso in terra una onbra di quattro dita, si sarà corso lo fermamento MM miglia. Non intendere già che il sole si mostri nè s'abassi punto [(754)]. Una contrada è dove abitano genti, che il sole non vi sta se non una ora, e incontanente è notte. Un'altra v'è, che tuttavia [(755)] è oscuro come notte. E quando in uno luogo del mondo è istate, in un altro è verno. Tutto questo aviene per la ragione del sole, che piglia altro cammino, per la volontà di Dio, ciascuno anno [(756)].
[(753)] chant le solail se lieve au levant, encore est l'aube au ponent; et chant il s'abasse au ponent, il est nuit au levant, per la grandesse et la reondesse dou monde C. F. R.
[(754)] Questo periodo, che qui e nel C. R. 1. non ha senso, così sia scritto nel T. F. P.: N'entendez pas que le soleil se demonstre au lieu ou il se couche, rez a rez de la terre, ne pres de la terre; mais a grand haulteur de la terre, autant comme la longueur de la terre est de l'ung chief a l'aultre, et encore aultre tant plus.