[(791)] afaitent C. F. R.; erroneamente tradotto per faranno. — Nel C. R. 2.: conciano.
[Cap. CXXXV.]
Lo re domanda: la folgore di che viene e di che sono? Sidrac risponde:
La folgore viene di grandi incontramenti di venti; chè, allora che egli s'incontrano fortemente, schianta uno pericoloso fuoco. E questo è per li peccati della gente, chè molte genti e luoghi sono istati arsi per questi medesimi fuochi. Che innanzi al diluvio a cento anni, a belli tenpi e a bello cilestro [(792)], disciendeano di molte grandi e pericolose folgore sopra terra, e consumavano molte cose, per lo peccato della gente che allora erano, per la malvagità loro. E voi potete vedere chiaramente che ora disciendono in più luoghi, per la malvagia credenza che tengono. Ma tenpo sarà che folgore non iscienderanno così ispesso nè così pericolose; e questo averrà per la credenza di coloro che saranno a quello tenpo, che egli saranno credenti in Dio lo criatore. Quando le folgore disciendono dall'aria, e elle incontrano lo grosso nuvolato, si perdono una parte della loro forza, per l'acqua che le 'nfralia [(793)]; e con tutto ciò sono pericolose.
[(792)] au bieu celestre C. F. R. — e l'aria bella e cilestra C. R. 2.
[(793)] Da infralire. — Nel C. R. 2.: infrailiscie.