[(813)] en l'orle C. F. R. — nelli cantoni C. R. 2.

[Cap. CXLVII.]

Lo re domanda: quale è meglio, od opera o castità? Sidrac risponde:

Opera vale meglio sanza castità, che castità sanza opera. Se tu se' casto del tuo corpo, e le tue opere sono rie, quella castità che tu ài non sono per Dio, anzi sono per alcuna cagione che tu ài, o per vechieza o per fraleza di natura. Quelli che uccidono le genti, ingannano, e inbolano l'altrui, e sì si spergiurano, e non conoscono lo loro criatore; e quelli che lo conoscono, e non fanno lo suo comandamento; quelli che fanno le rie opere di male maniere contra gente, che castità possono avere in loro? Quando cotali opere fanno, cotali gente, non ànno in loro la castità per Dio, anzi l'anno per le cose sopradette [(814)]. La castità che è in loro non è prode neuno alla gente. Quelli che ànno buone opere in loro, e non sono casti, quelli non fanno niuno danno alla gente, anzi fanno male a loro medesimi. Chi buone opere fae, può fare rei fatti, bene e pietà e lealtà alberga in lui; e se egli non è casto, lo suo peccato non fa niuno male a l'altre genti; anzi puote essere per le buone opere ch'egli fa, raccatterà lo suo peccato. E però diciamo noi che le buone opere sanza castità vagliono meglio che castità sanza buone opere.

[(814)] Quelli che fanno le male opere, e uccidono le genti, e ingannano e rubano e uccidono e furano, quelli sono ispergiuri; e quelli che non conoscono loro creatore, et quelli che non fanno suoi comandamenti, ke fanno le male opere per molte maniere; tali gente, che castitade possono avere in loro, quando elli non ànno pietade d'altra creatura? Quando cotali opere rie fanno, tali gente non ànno la castitade in loro per Dio, anzi l'ànno per le cose avanti nominate C. R. 1.

[Cap. CXLVIII.]

Lo re domanda: di che vengono gli tremuoti? Sidrac risponde:

I tremuoti avengono per l'acque che corrono fortemente sotterra, e fanno grandi marosi, e gittano grandi venti del loro incontrare. Che l'aria si serra e si raguna in tane, che sono sotto terra, e per lo suo grande serramento [(815)] e per la sua grande forza ella crolla la terra, e falla rimutare, e criepa. E 'l vento e l'aire escie tutto di fuori, là ove la terra è frale; e al suo uscire abatte e confonde [(816)] tutto ciò che sopra v'è fondato; e là ove la terra è forte, ella triema sanza altro fare [(817)].