[Cap. CLXXIX.]
Lo re domanda: dello tenpo ch'è chiaro e sereno gli nuvoli onde vengono? Sidrac risponde:
Quando lo tenpo è così chiaro come voi vedete, gli nuvoli che sono, eglino iscorrono [(885)] dello spirare della terra. Là dov'ella getta grande caldo, ella getta fuori di lei a modo di brina; e lo chiarore del sole la bee, a modo di rugiada, e porta suso; e poi si ragunano, e diventano nuvoli bianchi; e l'aria l'ispande per molti luoghi, e gli consuma.
[(885)] issent. C. F. R.
[Cap. CLXXX.]
Lo re domanda: tutte le criature che sono fatte possono sapere la volontà della cogitazione di Dio? Sidrac risponde:
Nè niuno angelo nè niuno arcangelo nè niuna criatura che Iddio fece o farà, non potrà sapere la volontà nè la cogitazione di Dio, tanto quanto una candella di mare [(886)], se per Dio e per la sua volontade nolla sanno. La volontade e la cogitazione di Dio è sì grandissima, come tutto il cielo e la terra. E quando egli vuole che alcuna cosa sia fatta, punto non vi tarda, nè niuno più vi può calognare [(887)]. E quelli che ànno saputo e sapranno la volontà di Dio, si fia per la sua medesima volontà, che loro lo manda a sapere per lo suo sancto angiolo; nè nulla creatura che Idio abia facta non può sapere la volontà di Dio nè la sua cogitazione, se per lui non lo sa [(888)]; se non come una formica potrebe sapere lo profondo del mare.
[(886)] une goute de la mer. C. F. R.