[(887)] chalonger C. F. R. Chalonge, chalenge, ant. franc. vuol dire calunnia e insieme disputa, rifiuto; come chalonger, disputare, rifiutare, calunniare. E così in prov. calonja significa rifiuto e disputa. — In lingua vallona calengi vuol dire mettre en contravention, à l'amende; adresser un défi, un cartel. — Abbiasi a mente, per ispiegar ciò, i varii significati che ebbe calumnia nel basso latino (Du-Cange Gloss.). — In ital. calognare non vuol dir altro che calunniare, secondo ciò che registra la Crusca. Ma qui è chiaro che deve intendersi per porre ostacolo, proibire, impedire, disputare.
[(888)] Abb. corr. col C. R. 2. — Nel C. L. mancano molte parole.
[Cap. CLXXXI.]
Lo re domanda: dee l'uomo tutto giorno adorare? Sidrac risponde:
Sì bene, se fare lo può; ma sì fare nollo puote, perchè lo corpo vuole lo suo riposo. Che se egli non si riposasse, vivere nè andare non potrebe. E però dee l'uomo Idio adorare una parte del giorno e la notte, a certe ore; e travagliarsi per la vita del corpo; e un'altra riposare per dare forza e podere al corpo, perchè possa travagliare per sè e per la sua anima. E quando egli viene ad adorare Iddio, e' lo dee fare di buon cuore e di buona intenzione; e tenersi queto e di buona aria in uno luogo; e dire umilemente e perfettamente quello che vuole; e avere lo cuore e la volontade a Dio e alla sua gloria. E per niuna cosa non dee lasciare ch'egli non conpia la sua orazione. E quelli che lo fa, adora Iddio giustamente e perfettamente e intendevolemente; chi altrimenti, egli non adora siccome egli dee.
[Cap. CLXXXII.]
Lo re domanda: gli occhi che lagrimano ispesso donde viene? Sidrac risponde:
Gli occhi che lagrimano ispesso aviene dalla tenerezza del cuore e dalla purità del coraggio. Chè lo cuore che è tenero e puro, incontanente che ode cosa che gli dispiaccia, sì la pensa e guata; e sale l'acqua della sua tenerezza suso agli occhi; allora piange, e getta l'acqua fuori, per travaglio e per angoscia, che à il cuore, che è tenero e pietoso. Apena puote l'uomo male avere da lui, cioè per forza degli omori, che sono di quattro conpressioni al corpo; che la loro durezza sormonta la tenereza del cuore. Gli occhi che spesso lagrimano fanno grande abagliamento al cuore; che per le lagrime che gli occhi gettano, raffreddano l'arsura e lo calore del cuore. Gli occhi che non lagrimano, non possono avere ciò. Loro aviene, per la grande dureza, ch'egli ànno al cuore della grande fellonia. Cotale cuore apena potrebe pensare se non malizia e ingegno all'altra gente [(889)]; e quando pensa alcuna volta l'uomo bene, ciò non gli aviene già per lui, ma per gli omori umidi che al corpo sono, che sormontano la sua dureza e la sua fellonia, e lo fanno per forza pensare in alcuno bene.