[(889)] Car tel cuer apeines puet penser que a malice et a engigner ec. C. F. R. — Engigner, ingannare.

[Cap. CLXXXIII.]

Lo re domanda: quante maniere di gente de' l'uomo onorare [(890)] in questo mondo? Sidrac risponde:

Primieramente l'uomo dee adorare lo suo criatore, che lo fece e lo disfarà, quando lo suo piacimento sarà. E apresso dee l'uomo portare onore alla sua moglie, che Idio gli à donata a conpagnia, altressì come egli donò a Adamo Eva; e a loro comandò che amendue fossono una cosa. Ciascuno simigliantemente così dee essere alla sua moglie. E apresso deono adorare lo loro Signore, a cui egli à data la fede, per guardarlo e per salvarlo in tutte l'altre cose che intervenire possono. E apresso deono onorare il padre e la matre sopra tutte l'altre cose; e gli dee aiutare e mantenere lealmente. E apresso dee poi l'uomo onorare lo suo buono fattore, é figliuoli é fratelli é parenti é suoi amici; e ciascuno onorare e amare lealmente.

[(890)] debono orare. C. L. — Abb. corr. col C. R. 2.

[Cap. CLXXXIV.]

Lo re domanda: qual'è lo più largo uomo del mondo? Sidrac risponde:

In questo secolo non v'à nullo largo uomo; e nullo è che donare possa; che tutto ciò che l'uomo dà in questo secolo e nell'altro è di Dio lo creatore, e da lui vengono. Che niuno uomo in questo mondo non potrebe tanto avere, che nulla potesse portare nell'altro. Ma quelli che in questo secolo danno, si è della grazia di Dio, le quale egli dona per aministrare a' poveri in questo secolo. Assai potete voi sapere che Idio è largo; e ch'elli dona il dono [(891)] in questo secolo a quelli che vegnono ignudi, e non portano nulle co loro. E Idio dice: donate del mio medesimo, a quegli che non ànno, e io vi darò nell'altro secolo a cento doppi.