[(891)] chi done les dons. C. F. R.
[Cap. CLXXXV.]
Lo re domanda: in via o in camino più onorare o 'l povero o 'l ricco [(892)]? Sidrac risponde:
Se lo povero è in cammino con migliore di lui, egli dee sofferire che quello migliore di lui vada innanzi, e egli apresso; e simigliantemente al sedere dee sofferire che lo migliore segga più alto e egli poi più basso. Lo povero non dee mica sedere più alto che lo ricco, perchè un altro migliore di lui verrà, e dirà: lieva suso, e lasciami sedere, chè questo non è già luogo per te. Ma s'egli avenisse che il povero fosse collo ricco in una battaglia, là si dee lo povero, se egli puote, più avanzare, e mettere inanzi al ricco, e conbattere, e se difendere vigorosamente e forzevolemente.
[(892)] Le roi demande: se doit l'om poure en chemin ou en place metre soi devant le riche? C. F. R. — E concorda col T. F. P.
[Cap. CLXXXVI.]
Lo re domanda: è peccato di mangiare tutte cose? Sidrac risponde:
Iddio per la sua misericordia creò tutte le cose all'uomo, e ch'e' fosse altressì signore in terra, come egli è signore in cielo, d'uccidere, di manicare e di comandare e di travagliare tutte l'altre criature al suo servigio. E per questo grande dono e signoria e possanza che Idio ci à donata sopra tutte l'altre cose, noi abiamo podere d'uccidere e di manicare e di comandare quello che noi vogliamo. E ciò che noi mangiamo di buono cuore, egli ci è buono e diritto, se fosse serpente o scarpione o altra ria bestia del mondo, o uccello o paone, è questo buono mangiare. E se non ci piacesse, e nollo mangiassimo di buona volontà, sapiate che quello buono mangiare, non è buono nè diritto nè leale; chè ciò che l'uomo mangia di buono cuore e di buona volontade, egli è buono e diritto e leale; e ciò che l'uomo mangia sopra cuore [(893)] e di mala volontade, egli no gli è buono nè diritto nè leale.