[(893)] sor cuer. C. F. R. — Sor ebbe il significato di contre.
[Cap. CLXXXVII.]
Lo re domanda: de' l'uomo salutare la gente a tutte l'ore? Sidrac risponde:
Non già. Non dee l'uomo nimica tuttavia salutare la giente. Che se tu se' nel tuo albergo, tra li tuoi amici e tra la tua masnada, tu dei due volte salutare il giorno, ciò è a 'ntendere la mattina e la sera; e se piue lo farai, tu farai contra ragione, e non li tuoi amici. E se tu incontri lo tuo amico nel cammino, tu lo dei salutare una volta il giorno; e la salute dee essere cotale secondo la stagione del giorno. Sapiate che quelli che in prima saluta à l'onore. E quando lo tuo amico o altri ti saluta, tu li dei cortesemente rispondere, a chi che si sia.
[Cap. CLXXXVIII.]
Lo re domanda: come dee l'uomo mantenere gli figliuoli? Sidrac risponde:
Se tu ài figliuolo, tu lo dei nudrire onestamente, e falli inparare senno e iscienzia; e gastigarlo ispesso; e fargli inparare arte, onde si possano aiutare, se mestiere loro è. E tu no gli dei ispesso mostrare bella ciera, nè lusingargli; che quando tu gli graverai d'alcuna parola, molto magiormente anoierà loro, per le lusinghe che tu averai loro fatte. L'uomo dee fare di suo figlio e di sua famiglia come della verga, ch'è verde, che l'uomo la può piegare alla sua maniera e alla sua volontà; che quando ella è secca, e l'uomo la vuole piegare a suo modo, ella si ronpe e non fa nulla per lui. E altressì è de' tuoi figliuoli e della tua famiglia: in prima gli gastiga perchè al di drieto [(894)] facciano la tua volontade; e che se alla prima no gli gastighi, al dirieto non faranno nulla per te.
[(894)] au derain. C. F. R.