[(986)] alla gloria C. R. 2.
[(987)] Così ha pure il C. R. 2. — Ma è chiaro che manca qualche cosa. Nel C. F. R.: et laisse la bone et prent la mauvaise. — Il T. F. P. è di diversa lez., ed ha solamente: telz gens sont ressemblans a la chandelle, que les aultres enlumine et soy mesmes degaste.
[Cap. CCXXV.]
Lo re domanda: di che viene lo magiore odio del mondo? Sidrac risponde:
Di fatto di legge e di fatto di signoria e di femina. Chè l'uomo tiene la legge e la fede, buona e giusta, conciosia cosa che ella sia malvagia; e un altro la spregia; sapiate che molto gli è a noia fortemente, e molto odia colui che lo suo Idio dispregia. Egli disidera tutto giorno tutto male e tutto odio, come quelli che dispregia la cosa ch'egli più ama e più tiene cara. L'altra maniera si è di fatto di signoria e di possessione, che l'uomo li toglie e vuole torre. Quelli l'odia fortemente, e li disidera tutto male. La terza maniera si è di fatto di femina, o d'alcuna cosa ch'egli ama. Altro uomo la vuole torre e spregiare [(988)] da lui; elli n'è molto geloso e molto odia quelli che ciò gli vuole fare. E di molte altre maniere muovono gli odii e le male voglienze.
[(988)] fortraire. C. F. R., che qui ha il significato di sedurre.