[(984)] che in loro sarà simigliante al loro cuore C. R. 2.

[(985)] et por la vanite de lor cuer si retinent le delit de cel vice de la biaute de lor cors chi lor sere resenblee a luer cuer; et cel cuer tremue folement, et tient celle folie en la servelle, et respont as iaus de la chief, et les fait solement regarder a celle regardure de la creature; et le cuer chi est fol et vain pense folement en celle creature, et ce delite en celle pencee, et par cel delit convient che il l'aime. C. F. R.

[Cap. CCXXIII.]

Lo re domanda: chi fa uno falso saramento di Dio per x cose falsare, è egli spergiuro per una volta? Sidrac risponde:

Chi fa uno sacramento falso del suo Idio, quand'elli sia buono o rio, per x cose falsare, e e' si conosce in sè medesimo che egli à fatto falsamente, sapiate che egli è spergiuro x volte. E se altro consente a quelle saramenta false, e egli gli pare buono e bello, sapiate che egli è altressì bene spergiuro, come quelli che fa lo falso saramento.

[Cap. CCXXIIII.]

Lo re domanda: quelli che insegniano lo bene in questo secolo ànn'egli più guidarnone che gli altri? Sidrac risponde:

Quelli che insegnano lo bene in questo secolo alla gente, avranno doppia la grazia di Dio, quelli che lealmente la manteranno. Chè due maniere sono quelle che insegnano lo bene alla gente in questo secolo. L'una sono simigliante al sole [(986)], che tutto il mondo allumina, e non viene giamai meno, e tuttavia è in sua gloria. Questi sono i buoni, che tutto giorno insegnano il bene alla gente in questo secolo, e lo bene fanno. Questi sono quelli che la grazia di Dio avranno nell'altro secolo. Gli altri che il bene insegnano, e lo male fanno, certo diritto è e ragione ch'egli male abiano a quattro doppj, non a due, come a quelli che porta alcuna cosa e può dare buona parte a ciascuno e pigliare buona parte altressì per lui [(987)]; bene è diritto e ragione che lo male sia suo, poi che egli lo piglia per la sua buona volontà, più che se altri li avesse donato.