Lo re domanda: che potrebe l'uomo fare, che la femina inpregnasse? Sidrac risponde:

Femina che non fosse isterila, e tardasse tropo a portare figliuoli, se ella si traesse sangue del braccio, e quello giorno, quando andasse a dormire, bevesse zucchero bollito e rose vecchie vermiglie, e un poco di regolizia, e così facesse la mattina e la sera, e l'altro giorno altressì apresso, la mattina e la sera; e ch'ella si guardasse carnalmente di giacere con uomo VII giorni, e l'ottavo giorno portasse calcina [(1005)] pesta nella natura, così come le femine la sanno portare, con lana lunga di pecora; e lo nono giorno portasse in quella maniera unguento di quarto peso e lana sucida, e una notte lo tenesse [(1006)], e in quello giorno si guardasse di bagnare la sua natura con aqua calda o fredda, e ancora di manicare grosse vivande, e la dimane giacesse carnalmente con uomo, incontanente ingraviderebbe.

[(1005)] racine d'ache. C. F. R. — È evidentemente la radice d'achel del n. t., scambiata qui dal trad. con la calcina.

[(1006)] et le IX iors che le portast en cele maniere loignement philosophen, le quart d'un pois ou plus en laine sulente ec. C. F. R. — sulente crediamo da corr. pulente, pullante.

[Cap. CCXXXIII.]

Lo re domanda: di quale parte si raguna la schiatta dell'uomo quand'ella escie? Sidrac risponde:

Ella escie di quattro cose: di tutti i menbri dell'uomo, e de' nerbi e delle vene, che egli sudano dentro dal corpo, del grande calore, e della volontà delle quattro conparizioni dell'uomo, cioè del corpo e della loro natura; sì si canbia di vermiglio in bianco; e sì si ragunano e scagliano, e di là escono fuori: e questa è la schiatta dell'uomo, quando usa con femine [(1007)]. La prima si è la volontà dell'uomo, che egli disidera a fare; e per quello disagio tutti i menbri rinfabiliscono, e la natura, che è i' lui, richiede. [(1008)]. La seconda natura si è lo scaldamento in quella volontà. La terza cosa si è lo sforzamento [(1009)] dell'uomo alla femina. La quarta cosa si è di pigliare riposo al corpo. E simigliantemente per quella ragione si corronpe la femina come l'uomo; e alcuna volta si corronpe in dormire. Ma il travaglio del corpo e lo disagio e gli omori rasoave [(1010)] tutto questo.