[(1011)] Uno de' soliti equivoci del volgarizzatore. Il C. F. R. ha: ne te poroient de ton dampnement maintenir. — Ora maintenir (da manu, manum tenere) significa e governare e proteggere, soccorrere. E qui questo vb. aveva appunto il secondo significato. — Infatti il C. R. 2. ha: aitare non ti potrebono del tuo dampnamento.

[Cap. CCXXXV.]

Lo re domanda: incantamenti e malie sono vane? Sidrac risponde:

All'anima non profittano nulla, ma elle fanno noia e danno. Al corpo vagliono per tre cose: chi incantamenti e malie vuole fare, si gli conviene sapere e conosciere l'ore e i punti, quando si dee adoperare; e se egli in questo non conoscie assai, gli conviene aoperare che nulla vaglia [(1012)]. La seconda cosa gli conviene avere in loro fede. La terza cosa si è che gli conviene sapere dell'arte della stonomia. E chi altrimenti lo fa, non sa che si faccia.

[(1012)] li conviene adoperare, che nulla li vagliono. C. R. 2. — Nel C. F. R. il senso è indecifrabile. — Il T. F. P. ha: il peult assez ouvrer, mais son ouvraige riens ne luy voultroit.

[Cap. CCXXXVI.]

Lo re domanda: qual è la più leggiera bestia che sia e la più asentivole [(1013)]? Sidrac risponde:

Il cane è la più legiere bestia che sia, e la più conosciente e la più leale; che niuna bestia puote sì tosto correre, nè tanto tracciare [(1014)] come il cane. Di senno la formica è più asettevole [(1015)] che bestia che sia, a la ragione della sua piccoleza. Ella è la più savia, chè ella raguna la state per vivere il verno; e Iddio per la sua potenza l'à dato questa natura, per dare asenpro all'uomo, quando così piccolo vermine à iscienzia di ragunare la state per vivere lo verno; ciò è a intendere che noi dobiamo in Dio credere, e fare i suoi comandamenti, e travagliare in questo secolo per guadagnare l'altro secolo; e di fare altressì come la formica, che provede da lunga e da presso. Altressì dobiamo noi credere che Iddio à podere in tutte le cose, e adorare lo suo benedetto nome per tutti i tempi, e lo suo comandamento fare, e il suo servigio.