[(1027)] Manca al C. L. coloro che. — Abb. suppl. col. C. R. 2.
[(1028)] amano. C. R. 2.
[Cap. CCXLIV.]
Lo re domanda: dove sono le più degne parole e d'erbe e di pietre [(1029)]? Sidrac risponde:
Iddio fece vertude in queste tre cose, più che in niun altra cosa del mondo, chè questa è la propietà del mondo. E le più degne parole del mondo sono quelle quando l'uomo rende grazia, e adora al suo criatore, chè migliori parole nè più degne non potrebono di bocca d'uomo uscire. Le più degne erbe che al mondo sieno, sono quelle di che l'uomo vive, e che più servono al corpo dell'uomo: ciò è a intendere il grano, che noi abiamo di [(1030)] magiore bisogno, e più ci mantiene che niuna altra erba del mondo. E per ciò la chiamiamo noi la più degnia erba che sia. Delle pietre molte ne sono; ma delle loro bontà ci potremo ora sofferire [(1031)]. Ma solamente quella pietra che macina lo grano è la più degna pietra, che tutte genti serve, e a tutte le genti abisognia: per ciò è la più degna pietra che sia.
[(1029)] Nel C. R. 2.: in che regna più virtù tra nelle parole o nelle erbe o nelle pietre?
[(1030)] di lui. C. R. 2.