[(1031)] Intenderei: ci potremo ora astenere, ci potremo passare di discorrere. È noto come l'ant. fr. sofferir avesse questo significato, del pari che il prov. suffrir.

[Cap. CCXLV.]

Lo re domanda: come la scurità della luna non si vede se non inverso ponente, e tuttavia quand'ella è novella? Sidrac risponde:

La luna fa così bene lo suo corso al levante come al ponente: chè quella ora ch'ella fa lo suo corso, a quello punto, ella è vermiglia, così di giorno come di notte. E quand'elli si fa di giorno, ella non si puote vedere per lo chiarore del giorno. In quella che lo giorno falla [(1032)], ella è novella al levante; e lo fermamento fa lo suo torno, e ella viene al ponente, e allore è notte. E quand'ella è novella al ponente, e lo giorno dura, la notte non si puot'ella vedere per lo torno che lo fermamento fa; quando viene la domane, e ella si vede.

[(1032)] 'l giorno si diparte cioè falla. C. R. 2.

[Cap. CCXLVI.]

Lo re domanda: dee l'uomo discoprire il suo segreto al suo amico, quand'egli fa alcuna cosa celata? Sidrac risponde:

In niuna maniera de' l'uomo discoprire lo suo segreto se non a Dio, che tutto sa: ciò che è a intendere [(1033)], a quelli che saranno nel suo luogo in terra, dopo la venuta del veracie profeta. Ma in altra maniera non dei discoprire lo tuo segreto a niuno. Che se tu lo discuopri al tuo amico, alcuna cosa lo tuo amico, o altro amico ch'egli avrà, la discopirrà; se egli è poco savio, egli lo discopirrà tutto collo suo amico che egli à. Quello amico anche, o altro amico, lo dirà per aventura ad un altro; e così potranno sapere lo tuo segreto molte genti; e così ne potrai essere adontato e svergognato. E per questa ragione non è bene di scoprire lo tuo segreto. Che tanto come averai lo tuo segreto, egli sarà tuo servo; e quando tu l'avrai discoperto, tu sarai suo servo. E certo tale lo potrà sapere, lo tuo segreto, che ti vorrà male, e di ciò ne sarai più frale, e egli ti potrà più nuocere; e per la paura di lui, di ciò ch'egli avrà saputo lo tuo segreto, tu non potrai contastare. E se tu non ti puoi sofferire di discoprire lo tuo segreto per la tua follia, e lo ventre per la tua necessità l'enfia di pur dirlo, dillo infra te medesimo, altressì come tu lo ragionassi con altrui; e allora lo tuo cuore si rafredda e lo tuo ventre si disenfierà. E, se per bisogno che tu abbi, te lo conviene pur dire, guarda che tu lo dichi a tale uomo, che nol ti possa rinproverare, per alcuno cruccio che tu abbi co' lui.