[(1042)] non entrasse C. R. 2.
[Cap. CCLI.]
Lo re domanda: uno uomo solo non puote dire e parlare più cose? Sidrac risponde:
Niuno uomo solo può bene parlare; e dirovvi come: che non è niuna criatura, che alla simiglianza di Dio sia fatta, ch'ella non abia tre cose in sè, cioè corpo e senno e anima; questi sono tre in uno, e questa ragione i savi che parlano, dicono [(1043)].....
[(1043)] Non intendesi ciò che l'autore abbia voluto dire in questo cap. — Il C. R. 2. concorda col nostro, salvo che infine ha: e per questa ragione li savi ne parlano, e dicono che non puote essere l'omo in due luoghi. — Gioverà riferire la lezione del C. F. R. che è simile a quella del T. F. P: Le roy demande: par quel raison peut I sol parler et dire nos? Sydrac respond: Un sol peut bien parler et dire nos; car il n'en est creature en ceste monde che a scemblance de Deu soit faite, ch'ele n'en ait III en un; et por ceste raison dient les sages, nos.
[Cap. CCLII.]
Lo re domanda: se lo mare può menomare? Sidrac risponde:
Tutte le cose che crescono l'uomo può pigliare di loro, e si [(1044)] menimano [(1045)]; se la mare non crescie ciascuno giorno, ma menomerebbe; chè egli mancherebe alla sua menomanza di tutte l'acque che le genti e le bestie beono, che tutte escono di mare. Ciò che l'uomo ne piglia di fiumi e di fontane, e ciò che noi ne beviamo e usiamo, non ritorna mica al mare, anzi si guasta e consuma. E la terra sospira di piovere [(1046)], e la getta al mare, e lo crescie tuttavia. Ma se la terra non sospirasse di piovere in mare, e i fiumi e le fontane si tenessono chete, che non entrassono in mare, si menomerebbe di tanto, come l'uomo ne pigliasse, se non fosse se non una candella [(1047)]. Conciosia cosa ch'ella [(1048)] sia così grande com'ella è, e non però, se la terra non sospirasse giamai acqua in mare, e li fiumi e le fontane che di lui escono non vi ritornassono, mai non parrebe che lo mare fosse menomato una candella, tanto è alto e lungo e largo.