[(1038)] Anche nel C. R. 2.: fermamento. Ma crediamo che sia errore. — Il C. F. R.: et le reflambement si est froid. — E il T. F. P.: et leur reflambement aussi est froid.

[Cap. CCL.]

Lo re domanda: la vista che l'uomo vede entra negli occhi dentro? Sidrac risponde:

Niuna cosa del mondo non può uscire, se ella non entra inanzi; e similemente aviene della vista. Ella entra dentro agli occhi, e riguarda; e l'umidore tira a sè la senbianza della fazione [(1039)] di quella cosa entro, e la bee, similemente come lo sole bee e tira l'umidore del mattino della rugiada [(1040)]. E gli occhi lo rendono al cervello, e il cervello rende quella medesima senbianza e fazione al cuore, e s'adolcia in lui, e tiello in memoria uno grande tenpo. Perciò che la vista degli occhi entra, e piglia, e rende al cervello, e il cervello rende al cuore, e lo cuore la rende a lui, e tiello in memoria uno grande tenpo; per quello sodamento [(1041)], lo cuore pensa, e vede chiaramente le maniere delle cose, ch'egli àe alcuna volta vedute. E se la vista non vi entrasse [(1042)] negli occhi, lo cuore non vedrebe nulla. E nulla cosa puote uscire, se ella non entra.

[(1039)] e la fazione C. R. 2.

[(1040)] et la rozee. C. F. R. — Tutto quello che segue di questo cap. manca al C. F. R.

[(1041)] Tanto nel n. c. che nel C. R. 2. leggesi chiaro sodamento Non sarebbe forse da correggere solamente?