[(1076)] mais il diront che les M. ans che furent de l'abentemat dou deable en iusches a Adam sont toutes M. de les mVII.

[Cap. CCLXVIII.]

Lo re domanda: quale è il più bello vembro del corpo? Sidrac risponde:

Lo più bello menbro del corpo si è lo naso; che lo naso è al corpo, altressì come lo sole è in cielo, quando egli è nel mezo giorno, e rende la sua biltade per tutto lo mondo. Altressì fa lo naso per tutto lo corpo. Se uno uomo avesse meno uno degli occhi della testa, e uno piede, e una mano, e' non parrebe tanto laido, come s'egli avesse meno il naso. Ma magiore danno avrebbe degli altri menbri che del naso; e magiore danno avrebe delle mani, che di niuno altro menbro del corpo; chè meglio si potrebe l'uomo aiutare sanza uno piede, che sanza una mano; chè uno piede di legno lo potrebe portare d'ogni lato, e della mano non si potrebe aiutare.

[Cap. CCLXVIIII.]

Lo re domanda: lo vento come si sente e non si vede? Sidrac risponde:

Lo vento si è simigliante a Dio lo tutto possente, che si sente e non si vede. Chè tutte le cose del mondo sentono Idio, e quelle cose che ci paiono che sieno morte, sentono Idio; e niuna cosa sanza Idio può vivere. Altressì è lo vento. Tutte le creature del mondo lo [(1077)] sentono e nollo possono vedere, perciò ch'egli è ispirito; e quelle cose che non lo sentono sono morte. Chi prendesse una criatura, e mettessela in uno grande albergo [(1078)], ove il vento non potesse entrare per pertugio [(1079)], quella criatura non potrebe vivere guari, per niuna cosa che egli sapesse fare. E similmente sono tutte le cose che vivono, che, se il vento no' gli movesse, morti sarebbono [(1080)].

[(1077)] Manca lo al C. L. — Abb. suppl. col C. R. 2.