Vergine è assai più degna che pulcella. Vergine vuol dire pura e netta del suo corpo e del suo pensiero e della sua volontà e cogitazione e della sua bocca e degli occhi e degli orecchi e de' piedi e delle mani e di tutto il suo corpo dentro e di fuori, comunalmente, sanza niuna corrottura di fatti nè di pensieri. Questa è vergine. Pulcella vale a dire che non è corrotta del suo corpo, ma ella può essere corrotta, di molte maniere pericolose, di suoi menbri e de' suoi occhi e de' suoi piedi. E non però molto è degna cosa chi guarda lo suo pulcellatico [(1081)] per Dio, perch'ella sarà tra gli agnoli posta a sedere.
[(1081)] Per pulzellaggio.
[Cap. CCLXXII.]
Lo re domanda: qual si puote meglio tenperare di lussuria, o la pulcella o quella che sia corrotta? Sidrac risponde:
Quella si dee meglio sofferire delle cose che non à provate, che quella che l'à fatte; e più leggiermente si tiene l'acqua meglio là, ove ella non esciè unque, che là ov'ella si tiene per forza, e là ov'ella si può legiermente uscire. La corrotta si à tutto aperto lo cammino [(1082)]; la pulcella si à lo camino tutto chiuso. E perciò diciamo noi che la pulcella si dee meglio tenere che la corrotta, ch'ella non sente cotale fatto, e non sa che ciò è, come la pulcella che non cognoscie unque [(1083)].
[(1082)] àe aperta la camera C. R. 2.
[(1083)] Correggasi colla lez. del C. R. 2., che è conforme al C. F. R.: perciò ch'ella non sente cotale fatto, nè non sa che sia la corrottura; e quella che l'ha sentito sì si diletta de la fraile carne; e perciò non si può così tenere nè soferire la corrotta, come la pulcella che non conosce quello affare.