[Cap. CCLXXIII.]

Lo re domanda: quale si puote meglio sofferire di lussuria, o l'uomo o la femina? Sidrac risponde:

La femmina si può meglio sofferire di quello fatto, che non puote l'uomo, che è di più calda conparisione che non è la femina. La più calda femina del mondo è più fredda che 'l più freddo uomo del mondo, e per una volta che la femina si corronpa, si può l'uomo corronpere XXVII volte. E questo potete voi vedere chiaramente, che ciascuna volta che l'uomo s'acosta alla femina carnalmente, poco si falla che non si corronpa; e in molte altre maniere si può corrompere. La femine non si può nimica sì tosto corronpere: apena si corronpe, delle dieci volte [(1084)] che l'uomo si corronpe. Ma la femina è più calda di volontà e di coragio in quello fatto, che l'uomo non è, e più si diletta in vista in pensieri e in toccare, che l'uomo. Ma lo corrompere della femina gli dura molto, inanzi ched elli passi. E anche v'àe altro pericolo nella femina che nell'uomo [(1085)]: che incontanene ch'uomo èe corrotto, quella volontà è passata, come il fuoco arde [(1086)], e l'uomo vi gitta suso l'acqua, incontanente è spento e si fa freddo; ma la femina, che spesso non si può corrompere, sì si iscalda, e arde più che il fuoco che arde, e l'uomo vi gitta entro le legne, e egli più arde. E per questa ragione la femina à calda volontà, e più si diletta in quello fatto che l'uomo, per ciò ch'ella non si puote corronpere sì tosto nè sì ispesso come l'uomo.

[(1084)] delle dieci volte l'una C. R. 2.

[(1085)] che non è nell'omo C. R. 2.

[(1086)] come lo fuoco che arde C. R. 2.

[Cap. CCLXXIIII.]