[(1140)] coronpere C. R. 2.
[Cap. CCLXXXXIX.]
Lo re domanda: di quale alimento si potrebbe l'uomo meglio sofferire [(1141)]? Sidrac risponde:
Nè d'uno nè d'altro non si puote l'uomo troppo sofferire, che lo corpo àe troppo grande bisognio dell'uno e dell'altro. E se l'uomo volesse dire che fosse [(1142)] in mare in una nave, e avesse co' lui ciò che mestieri gli facesse, e egli dicesse che egli si potesse sofferire della terra, io dico che della terra sofferire non si potrebbe, chè se la terra non fosse, la nave non potrebbe essere istata [(1143)]. E s'egli dicesse ch'egli si potesse sofferire del fuoco, come mangierebbe le vivande cruda? Già però non si potrebe egli sofferire del fuoco, che se lo calore non fosse, niuno frutto di terra non nascierebe. E s'egli dicesse ch'egli non volesse giamai bere acqua, se non vino puro, anche di tutto questo dell'acqua sofferire non si potrebe, chè se l'acqua non fosse, la terra non potrebe rendere suo frutto. S'egli dicesse che giamai vento non fiatasse, e ch'egli potesse vivere sanza vento, con tutto ciò mestieri ne averebe, che se il vento non fosse, la terra lo suo frutto rendere non potrebbe. E per ciò diciamo noi che altressì poco si potrebbe sofferire dell'uno come dell'altro.
[(1141)] di quale alimento si potrà l'omo meglio passare, non avendolo? C. R. 2. — Intendi alimento per elemento, come gli antichi spesso scrivevano.
[(1142)] se il fust C. F. R.