[(1181)] de' l'omo fugire C. R. 2.

[Cap. CCCXVIII.]

Lo re domanda: se si dee l'uomo crucciare se altri gli mostra mala cera? Sidrac risponde:

Non certo, che se il tuo amico o il tuo fratello ti mostra malo senbiante alcuna volta, tu per ciò non ti dei crucciare, chè per aventura egli àe alcuno cruccio in sè, per ch'egli a voi nè altrui non può mostrare bello senbiante [(1182)].

[(1182)] Il C. R. 2. ha di più ciò che segue: E per ciò tu lo dei comportare, e pensare in te medesimo che, se tu fossi corucciato, non potresti fare bel senbiante nè a lui nè altrui. E se tu ài parole a piato con altrui, ed egli ti mostra malo sembiante, non ti dei per ciò corucciare, che per aventura egli è poco saputo, e poco senno regna in lui, che ciò li fa fare; chè tuttavia lo poco saputo mostra più di coruccio; che lo savio, bench'egli sia corucciato, egli mostra tutto lo più bello di fuori, e ciò adiviene per lo suo grande senno. E però de' l'uomo più temere lo coruccio del savio che del folle. E lo savio si sa meglio vendicare del suo nimico che lo folle.

[Cap. CCCXVIIII.]

Lo re domanda: può l'uomo dimenticare lo suo paese? Sidrac risponde:

L'uomo puote bene dimenticare lo suo paese, ove egli è stato povero e mendico, e poi tu vieni in altro paese ove tu truovi bene. Ben dei dunque dimenticare lo tuo paese, ove se' stato povero e mendico. E se tu fossi nel più bello luogo del mondo, e tu avessi parenti e amici assai, che tu làe non potessi istare per la tua povertà, e tu andassi in altra parte, là ove tu trovassi la tua vita, là è lo tuo paese. E quello paese dei tu amare, ove tu ài lo tuo vivere, e non là ove tu se' nato, che non avevi di che vivere. Che chi vuole porre mente al mondo, si troverrà che tutta la gente che furono e saranno sono istrani in questo secolo, che niuno à paese per sè, se non solamente albergo. La durata di questo secolo, se ella fosse cento milia anni e più, non sarebe albergheria una ora, alla lunghezza dell'altro secolo. Cento milia anni sono in questo secolo, a comparazione dell'altro, siccome uno uomo albergasse una ora in una strana albergheria. Per ciò siamo noi tutti istrani in questo secolo.

[Cap. CCCXX.]