[(1179)] et tant grate chieure che mal gist C. F. R.
[Cap. CCCXVI.]
Lo re domanda: dee l'uomo credere ciò che le genti lo consigliano? Sidrac risponde:
Certo tu farai come senplice, se tu crederai tutti i consigli che l'uomo ti dà. Tu dei udire lo consiglio della gente, e intendere uno e altro; e quello che non ti parrà buono e leale, lasciarlo e fugirlo. E se tu se' savio, non dei però dispregiare nè biasimare lo consiglio dell'altra gente, ma lodare e innorare, che allora sarà [(1180)] egli tenuto per savio e per provedente.
[(1180)] sarai C. R. 2.
[Cap. CCCXVII.]
Lo re domanda: de' l'uomo amare i malidicenti? Sidrac risponde:
Certo chi maldicente ama, egli ama la conpagnia del diavolo, che maldicente vale tanto a dire come male aoperante e mal cercante; e cotale uomo non dei amare, ma odiare e fugire da lui: chè maldicente mette discordia tra' fratelli e gli amici, e fa generare micidio e perdizione di corpo e d'anima. E maldicente si è servente del diavolo, e si è altresì figliuolo del diavolo. E cotali genti deino fugire [(1181)], e odiare sopra tutte le cose, e non crederli di cosa ch'egli dicano, perch'egli non dicono se non male, come quelli che sono dati al diavolo. E tanto com'egli viveranno, non faranno altro che male, e disamore e discordanzia mettere infra la gente; e perciò l'uomo gli dee odiare sopra tutte le cose.