[(1269)] Così nel C. R. 2.: per la involgi. — Nel n. t.: lavogli. — Nel C. F. R.: et metre dehors tout en tout part, ec.

[Cap. CCCLXXX.]

Lo re domanda: stomaco ch'è scaldato ed è enfiato come si potrebbe aiutare? Sidrac risponde:

Lo stomaco ch'è scaldato e enfiato, piglia radice di serpillo, e mettila in buono vino dolcie o in altro buono vino, uno giorno e una notte, e poi lo cola, e usalo VIII giorni o X, a digiuno.

[Cap. CCCLXXXI.]

Lo re domanda: che può l'uomo fare al dolore dello stomaco? Sidrac risponde:

Chi avesse calore al fegato e fosse di colore giallo, e anche fosse rognoso, pigliasse acqua di cicoria e acqua di cime di more salvatiche, e chi vuole avere queste acque, priemile insieme e pestile, e acque di lattuga; e piglia altrettanto zuchero; e fallo tanto bollire che diventi a modo di sciloppo; e poi metti entro uno peso e mezzo di ribarbero, e bealo la mattina e la sera con acqua fredda, una parte di scilopo e due parti d'acqua, e guarirà.

[Cap. CCCLXXXIII.]

Lo re domanda: chi fosse in cammino, ed egli non potesse avere delle cose, ed egli avesse male al fegato o allo stomaco o di calore o di stordigione, che vi potrebe fare per ricoverare? Sidrac risponde:

Uno lattovaro che si fa di cinque cose, o le mangiasse o le beesse in acque, III pesi o IIII, egli guarirebbe. E queste sono le cose: iscerlogie, zamur, more, ziezara, granelatorio [(1270)]. E tutte queste cose pestare, e confettare, come gli è bollito. E chiamasi lattovario di vita.