[Cap. CCCCIIII.]

Lo re domanda: che cosa è peccato? Sidrac risponde:

Peccato è nulla, chè Idio fece tutte le cose, e tutte le fece buone. Perciò dobiamo noi sapere che 'l peccato è nulla, per sustanzia, chè tutte le cose che Iddio fece ànno sustanzia, e tutte sustanzie sono buone. Ma nulla [(1310)] non à nulla substanzia. Ma si è sì grieve cosa il peccato, che uno piccolo peccato è maggiore di tutto il mondo. E quando l'uomo fa il peccato, elli sarà tutto tornato a lui per la sua dannazione; chè niuno uomo puote dire che nella santa creatura abbia niuno male.

[(1310)] il male C. R. 2.

[Cap. CCCCV.]

Lo re domanda: come conoscierà [(1311)] la morte del santo profeta verace? Sidrac risponde:

La morte del verace profeta sarà conosciuta per tenebre che saranno per tutto il mondo, e per la ressuresione, ch'egli risuciterà i morti, e per molti miracoli che allora saranno. Starlobio santo Dionigio [(1312)] sarà nel ponente, che conoscierà la sua morte per le tenebre e per la sua strologia.

[(1311)] conoscerà l'omo C. R. 2.