[Cap. CCCCLVII.]
Lo re domanda: che à a fare il rubino? Sidrac risponde:
Rubino è vermiglio, e vince tutte le cose vermiglie. Lo gentile rubino fine e netto è lo signore delle pietre. Egli è la gemma delle gemme. Egli à vertù delle pietre preziose e di sopra queste [(1448)]; e di questa signoria [(1449)], quando quelli che lo porta è tra gente, tutti gli portano onore e riverenza, e si ringioiscono della sua venuta. Le bestie che beono dell'acque dove il rubino è stato, guariscono della loro malizia. Chi in buona credenza raguarda questa pietra, ella il conforta, e fagli ubriare tutti i suoi contrarii, per la vertù di Dio. Ella pasce gli occhi, e conforta il cuore: e con questa à l'uomo signoria sopra tutte le pietre che preziose sono [(1450)]. Rubino è trovato nella profonda India, nel fiume di paradiso [(1451)].
[(1448)] Il a la vertus des pierres preciousses par dessus toutes C. F. R.
[(1449)] egli àe vertù che quando quelli che lo portano adosso C. R. 2. — il est de tel segnorie C. F. R.
[(1450)] Il n. t. è conforme al C. F. R. — Ma migliore sembra a noi la lez. del C. R. 2.: con questo àe l'omo signoria. Sopra tutte le pietre preziose sono li rubini.