[(1451)] Anche del rubino vedi le virtù miracolose in Alb. Magn. loc. cit.
[Cap. CCCCLVIII.]
Lo re domanda: che à a fare il zaffiro? Sidrac risponde:
Zaffiro è molto convenevole pietra in dito di re; e molto è santissima pietra e graziosa. Nella rena di Libeo, nel fiume d'Oriente, presso d'uno petrone di mare, sono trovati i zaffiri, più che in niun'altra parte. Quello è gentile zaffiro che somiglia al puro cielo. Nella profonda acqua sono trovati i zaffiri iscuri; ma egli non sono nimica di quella virtù. Ma tutti sono dalla parte di Dio virtudiosi e pieni di grazia. Queste tre maniere di pietre di zaffiri distornano follie e invidia, e confortano i corpi e i menbri, e istornano l'uomo da prigionia; e gli aiutano a diliberare [(1452)]. E gli prigioni gli deono toccare a' IIII cantoni della prigione e a' suoi legami; e s'egli àe [(1453)] la buona credenza, egli sarà diliberato, per la virtù di Dio, ch'egli à donato a' zaffiri. Zaffiro è buono per acordare genti insieme, e per rompere malie; e molto vale a guarire di bocche, e di tutte enfiagioni; che l'uomo mette lo zaffiro nell'acqua, e poi gli dà a bere di quella acqua. Idio consiglia quelli che nettamente lo porta. Zaffiro è del colore del cielo; ma si somiglia biadetto [(1454)]. Chi zaffiro isguarda tutto bene gli aviene, tuttavia.
[(1452)] e s'egli è in prigione ellino l'aiutano diliberare C. R. 2.
[(1453)] Nel n. t.: e acciò che. — Abb. corr. col C. R. 2.
[(1454)] mais la force de l'autre veue semble qu'il soit blef. C. F. R.