[(1478)] torbida biancura C. R. 2.
[Cap. CCCCLXVII.]
Lo re domanda di sardonia. Sidrac risponde:
Sardonia è una pietra che è d'uno colore negrina. Questa pietra atenpera ira, e fa passare, e lieva li rei vizii, e dona ad uomo castità, e fallo vergognoso, e guardalo di pericolo.
[Cap. CCCCLXVIII.]
Lo re domanda di diamante [(1479)]. Sidrac risponde:
Diamante è una pietra che viene d'India, e sono i maschi di buono colore violetto. Quelli che vengono d'Arabie sono femmine, e sono più biadetti. E niuno diamante è più grosso che una piccola nocciuola. Questa è la più dura pietra di tutte le pietre. Nulla non puote menovare con nulla altra pietra [(1480)]. E di quella maniera che voi le vedete sono nate e trovate. Idio diede al diamante molte vertudi, e più grazie. Egli dona a uomo che lo porta forza e vertù, e guardalo di sogniare rei sogni, e di fantasima e di veleno. E si guarda così degli ossi sani e interi. Già tanto non cadrà di cavallo o d'altra bestia, che tuttavia non sieno interi, chi v'è bene credente. Egli cava la paura di corpo all'uomo, e la tradigione e l'ira; e di lusuria ci guarda. E si amenda l'uomo di senno e di valore e di pregio e di ricchezza. Diamante si fa l'uomo molto forte, e l'aiuta contra gli suoi nimici. Quelli che 'l porta, più inamora di Dio. E guarda gli semi dentro alli corpi alla creatura [(1481)]. E chi vuole provare, egli lo dee portare dal lato manco [(1482)]; Iddio gli mosterrà la sua virtù; e si lo dee avere leale di sua conpera o di dono. Sanza niuno male dee essere chi cotale pretiosa pietra porta.
[(1479)] Plinio dice che il diamante „hircino rumpitur sanguine.„ Ed è curioso ciò che a queste parole nota un suo commentatore nel 1685, che il proprio commento scriveva ad uso del delfino di Francia: „negant hoc esse verum recentiores physici, nisi hircus antea petroselino ac silere montano pastus sit.„ Con che il gesuita non faceva che ripetere quello che quattro secoli prima avea scritto Alberto Magno.