Diana è una pietra vermiglia e chiara, e si è della grandeza di una unghia d'uomo o di meno. Chi à buona fede in questa pietra, che lo possa aiutare per la virtù che Idio gli à donata, ella istagna lo sangue della fedita là dove ella tocca; altresì fa del naso e di tutto lo sangue del corpo, di qualunque parte egli fia corrotto, o di malattia, o per l'acqua che l'uomo bee. E si guarisce gli occhi che ànno sangue di malattia, quando è toccata di questa pietra. Queste pietre si truovano nell'isola del mare d'India; e si si nodriscie nel ventre d'uno pescie; e dimora d'uno pesce ad altro trecento anni o più; allora è buona; e infine lo mare la getta a terra.
[(1486)] Così tutti i Codd. Non sappiamo che pietra siasi voluto indicare con questo nome. — Diana si chiamò nell'arte magica l'argento. — Ciò che il testo narra de' pesci nel ventre de' quali sta questa pietra nascosta, potrebbe far pensare alle favole della dracontites.
[Cap. CCCCLXXII.]
Lo re domanda di turchiman [(1487)]. Sidrac risponde:
Sorgoe è una pietra verde che viene dal paradiso teresto, per uno fiume che di là viene. Questo fiume passa per mezzo la grande India, e per uno grande diserto, e si rauna tra due montagnie, chiuse da tutte le parti, la quale acqua si raguna in uno piccolo mare; e le montagne per lo comandamento di Dio luce non ànno [(1488)] da tutte parti, sicchè inghiottono l'acqua, e la gettano d'altra parte. In quella montagna à bestie, che sono granti come cani, e sono più correnti che gli uccelli volanti, e non vivono se non di pesci di quella acqua. Queste bestie truovano queste pietre, e le nascondono e serbano nella loro gola, perchè noi no' le troviamo, nè sapiamo le loro virtudi. E l'uomo non puote avere di quelle, se non per le pulcelle. Quando la gente le vogliono avere, elle mettono le pulcelle alla riva di quella acqua, e scuoprono loro lo petto e le poppe, e gli uomini l'amaestrano, che non abiano paura; e le pulcelle si pongono alla riva dell'acqua, e gli uomini si nascondono tra gli albori che vi sono. E quando le bestie che portano queste pietre, sentono le pulcelle, elle si vengono incontanente a loro, e mettono lo muso tra le poppe alle pulcelle, e dello grande diletto ch'elle ànno, s'adormentano come tramortite. E allora gli uomini escono del bosco, e uccidongli, e cavano le pietre loro di gola [(1489)]. Questa pietra è di tale vertude, come Iddio l'à dato, ch'ell'è buona incontro a tutte malizie al corpo, di gotte. E chi bee dell'acqua, in che la pietra sia bagnata, incontanente sana. E chi bee a digiuno uno mese di quella aqua, da indi a uno anno non sente male di gotte. E si è buona al male dello stomaco e degli omori; contra tutte bestie arrabiate e rei vermini. L'acqua di questa pietra guarisce il corpo di tutte malizie e di tutti omori. E quelli che la porta dee essere netto di suo corpo.
[(1487)] sorigue C. F. R. — sorgie C. R. 2. — Non sapremmo che pietra nascondasi sotto questo nome. — Alcuni naturalisti hanno supposto che per sorgoe siensi anticamente intesi i granati.
[(1488)] ont souspirail C. F. R.