Lo re domanda erba a bestie velenose. Sidrac risponde:
Anche è un'erba di mezzo palmo, con molte foglie lunghe, sottili fiori bianchi, seme ritondo, radici corte e grosse. Chi mangiasse di questa erba a digiuno, di quello anno non temerebe morsura di niuna malvagia bestia. E chi pigliasse l'erba e mangiassela, verde o secca, e poi bevesse un poco di vino o d'acqua, incontanente vomicarebe lo veleno della morsura.
[Cap. CCCCLXXXI.]
Lo re domanda erba per contratti guarire [(1507)]. Sidrac risponde:
Anche è un'erba lunga d'uno braccio o di meno, con foglie crespe e fiori violetti, con liste verdi, seme ritonde vermiglio, grande radice e grosse. Chi la pestasse bene, e mescolasse con cera, per tre cotanti d'olio d'uliva [(1508)], e fare questo cose tanto bollire che torni al terzo, e di quello unguento si faccia ugnere ispesso al fuoco, egli guarrà tosto, e andrà sopra gli suoi piedi, se andare egli non potesse.
[(1507)] a guarire li membri contratti C. R. 2.
[(1508)] aveuc elle III tans d'uille d'olives C. F. R.