Quelli del ponente franchi, apresso uno tenpo passeranno lo mare, per grande forza, e per conquistare la città del figliuolo di Dio loro signore, cioè Ierusalem; e poi prenderanno consiglio d'andare in altra parte, e niente faranno, anzi torneranno indietro; onde a questa gente franca non rimarrà poi gente in Soria, che tutto fia de' saracini, onde egli monteranno in grande orgoglio; e quello sarà loro diretano podere, e presso della loro fine. Apresso a poco tenpo passeranno gli franceschi per terra e per mare, e conquisteranno tutta la terra, per la loro grande forza, di grande gente; e piglieranno tutte le forteze e le terre de' saracini; e fornirannola tutta di cristiani, e terrannola uno grande tenpo. E uno di loro terrà la terra di verso gli tartari, sicchè intra loro non avrà ma uno [(1543)] grande fiume d'acque fredde, che vengono d'oriente. Questo uomo domanderà una nobile donna cristiana, donna del Caire e di Babillonia, per moglie; ma quelli che governerà e terrà ivi, no' glie la vorrà dare; onde quelli che guarderà gli passi dell'acque fredde ne sdegnerà molto, e avrallo in grande dispetto; e però penserà di tradire la terra. E manderà a dire a coloro che usciranno delle due montagne, tartari, e prometterà loro di dare loro lo passaggio [(1544)], e d'essere in loro aiuto contra i cristiani. E per questa cagione passeranno i tartari, e piglieranno a forza tutta la terra di fuori. Allora quelli del Cairo e di Babilonia, che fieno fermamente credenti nel figliuolo di Dio, gli sconfigieranno, caccieranno i tartari di là da quello fiume dell'acque fredde; e piglieranno colui che gli arà traditi. Poi apresso uno tenpo quelli delle due montagnie faranno conpagnia cogli greci, per conquistare il Cairo e Babillonia; e verranno per grande forza; e conquisteranno tutta la terra, dentro e di fuori, del Cairo e di Babillonia; e uccideranno molto del popolo del figliuolo di Dio; e loro terranno tutte le terre, in tale modo che non rimarrà loro di tutte che una città sopra mare, Alexandria, e una forteza in terra, lo franco Moreale; e terrannola uno grande tempo; e averà molte riccheze nella città del figliuolo di Dio, Ierusalem. Ma apresso uno tenpo quelli del ponente, franchi, per grande gelosia si raguneranno molti insieme, che le guerre faranno in tutto finire tra cristiani. E quando egli fieno tanta grande moltitudine ragunati, egli si partiranno in due parti: l'una parte andrà in Romania, sopra i Greci e sopra i Tartari, che saranno con loro in compagnia, e toranno loro la magior parte di Romania. L'altra parte andranno nelle contrade d'Alexandra, e andranno contra i tartari loro nimici, e si gli sconfigeranno malamente, e loro torranno tutte le terre, e andranno loro dietro infino alla terra di Baldacca; e quivi dimoreranno III anni; e tutto dì verrà aiuto a' loro nimici. E uno dì di venerdì andranno alla battaglia gli cristiani incontro a' tarteri; e nel cominciamento della battaglia avranno lo migliore gli cristiani sopra di loro nimici, infino al mezzo dì; ma dal mezzo dì inanzi gli loro nimici avranno vigore sopra loro, e sconfigeranno malamente, e caccerannogli fuori di loro terra, e uccideranno molti, e molti ne faranno annegare, al passare ch'egli faranno lo fiume dell'acque fredde; e loro torranno altra volta la terra del figliuolo di Dio, Gerusalem, e ancora lo Caire e Babillonia; in tale maniera che non rimarrà loro altro che Alexandria e Moreale. Allora n'andrà la novella in ponente; e non dimorerà III anni che gli cristiani passeranno daccapo, e passeranno molto grande gente; e con loro passerà lo loro capo, che sarà padre della magione del figliuolo di Dio, ch'egli chiameranno papa; co' lui molti re e baroni, e medesimamente lo re di Spagna. Questi guadagneranno tutto, e gitteranno i loro nimici fuori della loro terra, e uccideranno molti di loro, e caccierannogli insino a Baldacca, là ov'egli saranno istati isconfitti in prima; e quivi istaranno all'assedio; e gli tartari crescieranno molto tutto dì; e così faranno XIII mesi; e poi una domenica usciranno alla battaglia. Allora lo padre della magione del figliuolo di Dio monterà in alto, e amonirà la sua gente di benfare, e loro comanderà che egli vengano alla battaglia, al nome di Dio padre e filio e spirito santo. Allora fia la battaglia, e gli cristiani avranno la vittoria, che gli tartari fieno isconfitti malamente. E quella sarà la più aspra giornata di battaglia, che mai sia al mondo, chè grande moltitudine di tarteri saranno quivi morti, poi lo rimanente andranno uccidendo e cacciando, LXXXVII giornate, tanto che saranno all'albore secco; e quivi dimoreranno V mesi. E a loro giugnerà vivanda d'ogni parte, però ch'egli signoregeranno tutta la terra; e la magior parte convertiranno alla fede del figliuolo di Dio; e tutti quelli che non si vorranno convertire, si uccideranno colle spade. Che se allora le pietre e l'erbe avessono lingue, si griderebono, uccidete i miscredenti, che al figliuolo di Dio non vogliono credere. Apresso gli tartari si raguneranno incontro ai loro nimici, e anche saranno a l'altra volta sconfitti; e uccideranno tanti di loro, che di XVIIII iscanperà uno. E caccierannogli infino all'albore secco. Quegli che iscanperanno, piglieranno altro cammino, e si metteranno nella terra di loro nazioni, giorgiani, che i più di loro saranno di quella terra; e gli altri si riduceranno nella terra diserta di Tarsi [(1545)]. E quando i cristiani saranno al grande albore secco, egli vi dimoreranno due mesi; e tuttavia andrà loro apresso la vivanda, e le cose bisognevoli al popolo, che tutte le genti gli serviranno, per tema ch'avranno di loro. In cotale dì chente lo figliuolo di Dio risuciterà, passando da morte a vita, lo padre della magione, del figliuolo di Dio, papa, farà sagrificio della messa al figliuolo di Dio, a quello albore secco, e in quell'ora che il papa sagrificheràe, averrà che l'albore secco rinverdirà, e metterà fiori e foglie e frutti [(1546)]. E allora sapranno egli che la grazia di Dio sarà distesa sopra loro; chè il verdire dell'albore significa che il popolo del figliuolo di Dio avranno vendicata l'onta e la ingiuria che tutti i miscredenti gli aveano fatta, di ciò, ch'egli noll'ànno creduto. E allora la boce di Dio dirà che vadano inanzi, e andrannovi XXV giornate, e poi torneranno adietro.

[(1542)] Nel C. R. 2.: dopo questo che fia?

[(1543)] che I. C. F. R.

[(1544)] et mandera dire as tatars che il lor dora le passage C. F. R.

[(1545)] Se perdront au desert C. F. R.