[(383)] e quella siccome ch'è di natura C. L. — Abbiamo tolto siccome, essendo evidente che è stato scritto per errore. Nel C. R. 1.: k'è naturale.
[(384)] Crediamo questa ripetizione la morte un errore dell'amanuense.
[(385)] saremo C. L. — Abbiamo corr. col C. R. 2.
[(386)] di molto in molto C. R. 2. — de mort en mort C. F. R. — de mont a mont T. F. R. Tre varianti che ci paiono tutte erronee. Noi supponiamo che abbia da leggersi di volta in volta.
[Cap. XX.]
Lo re domanda, e disse: nuoce agli uomini di quale morte e' si facciano? Sidrac risponde:
Non mica, nè poco nè molto, chè quelli che si pensano ch'egli deono morire, quelli non muoiono già di morte subitana; e questo fanno [(387)] medesimamente i buoni, che in Dio credono, e lo suo comandamento fanno. E questi, in qual modo muoiano, o ch'egli sieno uccisi a ghiado [(388)], o ch'egli sieno divorati per le bestie salvatiche, o ch'egli sieno arsi in fuoco o anniegati in acqua, o ch'egli sieno appesi come ladroni, o ch'egli sieno morti per alcuna disaventura, non nuoce a loro: giustizia, nè lo loro ben fare non puote essere perduto [(389)]. Questa maniera di morte non nuoce loro niente. Che se egli avessono fatto in questo secolo alcuna cosa, per fragilitade della fievole carne, si è loro tutto perdonato, per la grazia dell'aspera morte. Che della [(390)] morte de' malvagi uomini, che non credono in Dio, e non fanno lo suo comandamento, egli non ànno grande proficto [(391)], quando egli giacciono lungamente in infermità, anzi ch'egli muoiano. La loro morte è ria, ch'egli non sono mica morti in Dio [(392)], nè solamente [(393)] nollo vogliono pensare; e però la loro morte è molta pessima. Non credono mica quelli che viveranno lungo tenpo dopo noi, Idio del cielo mandi loro buona ley [(394)] e li X comandamenti [(395)], già sia cosa ch' [(396)] egli siano credenti in Dio, se egli non servano i dieci comandamenti, che Iddio loro averà mandati, egli morranno in quell'aspra morte, nè loro profitterà niente [(397)]. Anche non credono gli altri, che viveranno dopo loro grande tenpo, che lo figliuolo di Dio si scienderà [(398)] in terra, e loro comanderà una buona legge e giusta, e crederanno in lui, ch'egli è verace Idio, e quelli che non faranno i suoi comandamenti, che a loro saranno comandati per li suoi ministri, già l'aspra morte non loro profitterà nè poco nè molto [(399)], anzi loro nuocie.