Usa con esso donno Michel Zanche
Di Logodoro; e a dire di Sardigna
Le lingue lor non si senton stanche.

❡ Donno Michel Zanche fu alcuno altro dell’isola di Sardigna e d’una parte, che Logodoro si chiama; il quale, essendo fattore della madre del re Enzo, figliuolo dello ’mperadore Federigo, per sue rivenderìe in tanta ricchezza divenne, che dietro alla morte della detta donna, giudice, cioè signiore, del detto paese si fece; per le quali colpe così figurativamente qui si contiene.

NOTE:

[29] Varianti dopno.

Comincia il XXIII Capitolo

Taciti soli sanza compagnia
N’andavan l’un dinanzi a l’altro dopo
Come frati minor vanno per via

DIPARTENDOSI dalla quinta bolgia, cioè qualità, la sesta in questo canto compiutamente si conchiude, cioè di coloro in cui all’onesta appresenza l’operazione non si segue, che volgarmente ipocrisia si chiama ab ipos quod e[st] supra et cresis quod e[st] aurum, cioè sopra dorata qualità non perfetta, la cui condizione qui così si figura, che così fatta gente in questa bolgia, cioè qualità, con gravissimi incappucciati amanti[30] di piombo sopra dorati, lamentandosi movea, a significare la chiarezza dell’onesto spirituale colore di fuori, falsato dentro dalla gravezza del peccato, tra’ quali d’alquanti, per exempro nelle seguenti chiose si conta.

Di fuor dorate son sì ch’egli abbaglia,
E dentro è piombo tutto e gravi tanto
Che Federigo le mettea di paglia

❡ Per comparazione della gravezza di cotali amanti di peso di paglia qui quegli dello imperadore Federigo si fanno, i quali, anticamente, per lui si faceano, che, dovendosi alcun malfattore giustiziare, così vestito di piombo in certo vaso era messo, di sotto al quale facendovisi fuoco, fondendo moriva.