Frati Godenti fummo, e Bolognesi,
Io Catalano e questi Loderingo
Nomati fummo e da tua terra presi

❡ Per conservamento d’alcuna pace che tra’ Ghibellini e Guelfi di Firenze generalmente alcuna volta si fece, per due buoni uomeni cavalier godenti, di Bologna, l’un guelfo e l’altro ghibellino, per lo comune si richiese dando loro arbitrio e signoria, si come a potestà di ciascun reggimento, de’ quali per guelfo fu frate Catalano d’i Catalani, e per ghibellino frate Loderingo d’i Carbonesi di Bologna, per le cui operazioni falsamente per parte insieme disposte il detto frate Loderigo con suoi seguaci, dal frate Catalano di fuor di Firenze, si come rubello, fu cacciato. Onde gli Uberti, principalmente, si come ghibellini, di tutte lor case furono disfatti, come d’intorno al Guardingo di Firenze si vede, delle quali operazioni loro essere in questa presente qualità si concede.

Fra Catalano che di ciò s’accorse
Mi disse: quel confitto che tu miri
Consigliò i Farisei che convenia
Porre un uom per lo popolo a’ martiri

❡ Per questo così confitto Caifas si considera, il quale essendo sommo pontefice sotto spirituale amanto, i Farisei e’ sacerdoti a martoriare un uomo per [la] salute del popolo produsse, il qual martirio e morte in Cristo pervenne. Per la qual colpa, si come principio di lei e maggiore, qui così figurativamente rovesciato e confitto si pone, sostegnendo sopra se il processo di lui e simigliantemente Anna suo suocero con gli altri che tal concilio fermarono s’intende.

NOTE:

[30] ammanti.

Comincia il XXIV Capitolo

In quella parte del giovinetto anno
Ch’el sole i crin sotto l’acquario tempra
E già le notti a mezzo dì sen vanno

PRINCIPALMENTE nel cominciamento di questo capitolo a comperazione d’alcun sopradetto sembiante in alcun villano per simigliante così si conchiude, che nel giovinetto anno, cioè nel tempo che poco del suo cominciamento sia corso, siccome di febbraio, per le notturne brinate, così si lamenti, delle quali poco dura il sembiante per la vertù del sole, che già sotto l’Acquario tornando, verso la state col freddo emisperio si tempra; per lo quale si segue l’ombra della terra, cioè la notte in verso la meridionale parte cadere per l’opposito suo ch’a tramontana ritorna. E provedendosi poi dietro alla detta comperazione la qualità di coloro che furtivamente alla froda si danno, siccome ladroni, la cui continenza e allegoria nelle seguenti chiose del presente canto si mostra.

Tra questa cruda e tristissima copia
Correvan gienti ignude spaventate
Sanza spettar pertugio o ellitropia