E mentre ch’andavamo in ver lo mezzo,
Al quale ogni gravezza si raguna,
Ed io tremava nell’eterno rezzo

❡ Dimostrata la prima qualità del naturale rompimento di fidanza e d’amore, qui della seconda procedendo si segue, la quale è di coloro che tradiscono lor gente o patria si considera. E perchè non solamente questa, come la sopradetta, all’offeso danneggia, per più grave seguente di lei si concede, chiamandosi Antenora, a derivazione d’Antenor Troiano, il quale anticamente, secondo le sue istorie, alla sua terra e patria tradimento fece, tra’ quali d’alquanti nelle seguenti chiose per simigliante si conta.

Piangendo mi gridò: perchè mi peste?
Se tu non vieni a crescer la vendetta
Di Monte Aperti, perchè mi moleste?

❡ Qui alcuna ricordanza si fa della sconfitta che i Fiorentini, anticamente, da’ Sanesi ricevettero a monte Aperti, reducendosi la colpa a un cavaliere degli Abati di Firenze, nominato Messer Bocca, il quale, essendo nella fiorentina ischiera per determinato tradimento, con una ispada a colui che la loro insegnia tenea la man dal braccio ricise; onde il processo della sconfitta seguio. Per lo quale così d’alquanti della sua qualità ragionando si conta, e spezialmente in prima d’uno cavaliere di Cremona, nominato Messer Buoso da Duera, il quale contra sua parte a’ cavalieri de’ re Carlo vecchio per danari, nel distretto di Brescia il passo d’Italia diede. Per lo quale, essendo per mare in Italia il detto re Carlo venuto, la sua patria, cioè Cremona, e la parte ghibellina finalmente si strusse. E seguentemente d’un altro di quei da Beccaria di Pavia, il quale essendo abate di Vallenbrosa col seguito d’alcun Fiorentino, la parte guelfa di Firenze tradio, per lo quale tradimento la testa finalmente in Firenze gli fu per giustizia tagliata. E ancora simigliantemente d’un altro cavaliere de’ Soldanieri di Firenze, nominato Messer Gianni, e d’uno di Lanbrasi da Faenza di Romagna, nominato Tribaldello, il quale, essendo alcuna volta il detto messer Gianni podestà della detta terra di Faenza, a’ Bolognesi di notte tempo la dierono. Tra’ quali sopradetti così nominati, finalmente di Ganellone di Maganza così si conchiude, per lo quale la gran gesta de’ Paladini finalmente, essendo e’ tra loro fu tradita.

Non altrimenti Tidëo si rose
Le tempie a Menalippo per disdegno,
Che quei faceva il teschio e l’altre cose

❡ Per essempro di due altri della presente colpa, qui alcuna istoria di Tideo Tebano ragionando si tocca, il quale, alcuna volta combattendo co’ Greci, da un Greco, nominato Menalippo, mortalmente di colpo fu tocco, per lo quale dolore il detto Tideo spronandogli addosso, colla spada la testa dal busto gli recise, la quale testa essendo nella terra, per la detta fedita gravemente tornato del campo recare la si fece, sopra la quale, vogliosamente mangiando, la sua vita finì.

NOTE:

[46] V. P. morto.

[47] L. morreggiando.