S’io avessi le rime aspre e chioccie,
Come si converrebbe al tristo buco
Sovr’ ’l qual pontan tutte l’altre roccie

SECONDO l’ordine delle cose infernali il quale nelle soprascritte chiose in più luoghi si tocca, ultimamente in questo nono grado quella che con froda rompe l’amore naturale e la fidanza promessa e non promessa procede, la quale, volgarmente tradimento chiamata, in quattro partiti circostanti al centro dell’universo nel presente grado si pone, siccome per quattro modi cotale effetto si segue, d’i quali i due naturali, cioè di naturale fidanza, e gli altri volontarii si considerano. E perchè dell’uomo è meno colpa la fidanza naturale che la volontaria incisione, però prima, secondo l’ordine della gravezza usato qui nella men grave di lei a dimostrar procede, la qual di coloro s’intende che ne’ lor carnali e parenti ciò fanno, chiamandola Caina, a derivazion di Caino, che di ciò fu principio. E figurandogli in una freddissima ghiaccia, a significare la freddezza dell’animo loro, privato d’ogni calore d’amore natural che per loro si contiene. Per la qual ghiaccia l’ultimo di quattro fiumi infernali si considera, cioè Cocito, che pianto interpetrato si chiama. Fra’ quali nelle seguenti chiose d’alquanti per simiglianti si conta, procedendo nell’altre con simigliante allegoria secondo la gravezza di loro.

Ma quelle donne aiutino il mio verso
Ch’aiutar Amfïone a chiuder Tebe,
Sicchè dal fatto il dir non sia diverso

❡ Anticamente alcun di Tebe, nominato Amfione, e nelle dieci iscienze naturalmente complesionato, vogliendo per più fortezza di mura chiudere sua terra, con tanta dolcezza pregando d’aiuto la gente richiese, che compiutamente al suo volere ne pervenne. Onde per vertù delle donne, cioè delle dette iscienze, cotale edificio per cotal modo si fece, alle quali chiamandosi qui per simigliante l’effetto produce.

Se vuoi saper chi son cotesti due,
La valle, onde Bisenzio si dichina,
Del padre lor Alberto e di lor fue

❡ Tra gli altri di questa prima natural qualità che Caina si chiama, qui del conte Alessandro e del conte Napoleone fratelli del conte Alberto in prima così si ragiona, i quali l’uno coll’altro sempre mai si tradiro.

Non questi a cui fu rotto il petto e l’ombra
Con esso un colpo per la man d’Artù;
Non Focaccia; non questi che m’ingonbra

❡ Ancora d’un cavaliere della Tavola rotonda, nominato Messer Morderet, per simigliante qui si ragiona, il quale essendo nipote de’ re Artù, alcuna volta traditolo, da lui d’una lancia per lo petto passando dall’altra parte delle reni per vendetta sentio. E d’un altro cittadino di Pistoia de’ Cancellieri, nominato Focaccia, che in simigliante si resse. E simigliantemente d’un Fiorentino nominato Sassol Mascheroni, al quale essendo ei rimaso manovaldo d’alcun suo nipote, abbiendolo ucciso[46] per redare suo avere, la testa in Firenze finalmente fu tagliata.

E perchè no mi metti in più sermoni
Sappi ch’io fui il Camicion de’ Pazzi
Ed aspetto Carlin che mi scagioni

❡ Qui avendo i sopradetti notificati, finalmente, di messer Uberto Camiscione de’ Pazzi di Valdarno si conta, il quale tradì e uccise alcun suo consorto, per cui d’alcuno altro di sua casa, nominato Carlino, moreggiando[47] s’aspetta, predicendo alcun tradimento che perlui poscia si fece.