❡ Secondo le storie de’ giganti che per la divina e filosofica scrittura si conta, una superbia dall’età di Noè dietro al diluvio così fatta discese, la quale figurativamente Nembroth chiama, nella cui istoria figliuol di Noè si considera, il quale essendo queto il diluvio nelle parti d’India, una grandissima torre, per superbia di salire a Dio, ordinato compose, la cui altezza acciò che più non procedesse, la comune loquela di loro il voler d’Iddio in più parti divise. Onde figurativamente suo favellare sanza alcuna intelligenza qui si compone.
O tu, che nella fortunata valle
Che fece Scipion di gloria reda
Quando Annibal [co’ suoi] diede le spalle
❡ Tra l’altre qualitadi di superbie, figurativamente nominate e in giganti formate, qui d’una, nominata Anteo, così si ragiona; il quale, secondo le poetiche iscritture, in alcuna valle di Barberia, appresso Cartagine, con grandissima e furiosa forza lungo tempo si resse, nella quale da Ercole essendo passato di Grecia con intenzione di liberarla da lui, combattendo, finalmente fu morto. La quale superbia, cioè Anteo, siccome per meno grave a rispetto dell’altre, qui per passo si toglie, lodando e lusingando suo essere e rammentandogli la grande battaglia di Flegra tra li Dii e giganti, e della fortunata valle le sue prede, a dimostrare la qualità del superbo, che solo per lode di sè s’aumilia. La quale fortunata sopradetta valle di Cartagine fortunata si chiama per le molte guerre e battaglie che anticamente in lei si son fatte, tra le quali quella che per lo buono Scipione di Roma vittorioso contra Annibale Africano si fece, fu l’una; l’altra, quella di Giulio Cesere contra Iuba e Catone, essendo morto Pompeo com molte altre assai, delle quali qui non si ragiona. E così figurando, per lui nel nono e ultimo grado si scende, la cui qualità e allegoria nelle infrascritte sue chiose [per ordine si conta][45].
NOTE:
[43] P. 303. Rossavalla in Ispagna.
[44] La volgata: “si che la ripa ch’era perizoma”; voce greca: veste.
[45] «per ordine si conta» manca nel L.