Tu ’l dei saper se tu vien pur mo giuso.
Egli è ser Branca Doria e son più anni
Poscia passati ch’el fu si rinchiuso

❡ Ancor vivendo, qui della presente qualità d’alcun cavaliere genovese, nominato Messer Branca Doria, per simigliante così si ragiona, il quale alcuna volta essendo nell’isola di Sardigna, e convitando alcun grande ricco uomo, nominato Michele Zanca, per posseder sua ricchezza, mangiando insieme, con un suo nipote l’uccise.

NOTE:

[48] L. determinato.

[49] P. 303. Cletos ..... Lachesis ..... Atropos.

Comincia il XXXIV Capitolo

Vexilla regis prodeunt inferni
Verso di noi; però dinanzi mira,
Disse il maestro mio, se tu discerni

IN questo ultimo capitolo del primo libro, ultimamente la quarta qualità del tradimento, cioè quella che trade il servente per più grave di tutte l’altre, così si conchiude, che siccome ella è più grave di tutte [e] contrarie al dovere della natura, cioè d’Iddio, così nel più lontano e contrario sito dal cielo figurativamente qui immaginata si pone, el quale[50] l’intimo mezzo della terrestre isfera e di tutto l’universo s’intende, al quale naturalmente, siccome mezzo dell’universo, d’ogni parte ogni gravezza, si pigne, figurandosi i suoi operanti nella detta ghiaccia per diversi modi trasvolti, a dimostrare che intorno dal presente indivisibile punto diversamente il sotto e ’l sopra di loro ad una vista si ponga; nel quale punto tra gli altri il sommo superbo nel suo mezzo per più basso considerato si pone, cioè colui che contro al sommo fattore in prima con superbia s’accese, il quale per questo libro Dite si chiama, cioè peccato e volgarmente Lucifero. È figurato grandissimo con tre visi e con tre grandissime ali, a significare che tutto il peccato del mondo che in lui si raguna, siccome sommo male per tre modi si piglia, cioè per ignoranza, per odio e per inpotenzia, siccome nel suo opposito, cioè il sommo bene, ogni bene in tre modi si prende, cioè per prudenza, per amore e per potenza; delle cui colorate faccie quella di mezzo, cioè la rossa, a l’iniqua e odiosa ira si figura, la gialla e bianca mista a l’impotenzia e alla scurità dell’ignoranza; la nera, delle cui bocche figurativamente son morsi i tre traditori che le due maggior potenzie tradiro siccome Giuda Scariotto ispiritualmente in Gesù Cristo, e Bruto e Cassio di Roma in Cesare, primo [segnore][51] temporalmente, i quali, secondo le storie di Lucano, in tanta grazia di lui permanieno che ciò che volieno era fatto, da’ quali finalmente per superbia in sul palagio di Roma con due stili di ferro finalmente a tradimento fu morto. Per lo quale Giuda, siccome traditore di più alto dominio, la presente ultima qualità Giudecca si chiama.

Quando noi fummo là, ove la coscia
Si volgie al punto in sul grosso dell’anche
Lo duca con fatica e con angoscia