❡ Qui figurativamente si dimostra per non poter più scendere l’immaginato trasvolgersi sotto sopra del centro per procedere a salire nell’opposita parte della determinata infernale, la quale in opposito emisperio alla quarta abitabile immaginata s’intende, nella cui sommitade il monte della felicità nostra, cioè il purgatorio immaginato si pone, siccome nelle chiose del seguente secondo libro si conta.
Levati su, disse il maestro, in piede!
La via è lunga e ’l cammino è malvagio
E già il sole a mezza terza riede
❡ Per dimostrare la quantità del tempo col quale per l’inferno s’è ito, e simigliantemente di quel col quale partendosi di sopra si torna per la diversità di due detti emisperii del sole così si ragiona per lo quale essendosi disceso tutta una notte, come per lo libro in più luoghi si conta, e finalmente presso che ’n sull’oriente prodotto, nell’altro emisperio rivolti, il contrario si segue, cioè che la notte vi surga come nell’altro la luce, la quale a mezza terza, cioè al luogo del cielo, onde quindi mezza terza si toglie, nel detto emisperio si tornava. Onde per l’inferno una notte e un’altra sanza mediato giorno per uscirsene infino al cominciamento del purgatorio per ispazio di tempo si piglia, la cui allegoria nelle prime chiose assai chiara si conta, considerandosi cotale emisperio opposito a quello sotto, il cui colmo, cioè il mezzo, il sito di Gerusalem, dove Cristo fu morto, siccome mezzo di gran secca, cioè della quarta abitabile permane. E così dimostrata la prima viziosa infernale qualità in quella di quinci innanzi secondamente procede, che è tra lei e le stelle.
❡ Compiute le chiose di Dante sopra la prima parte dell’Inferno ovvero cantico, o comedia, fatte per Iacopo di Dante sido (sic) Figliuolo, Amen[52]
Amen.
NOTE:
[50] L. al P. 303 el.
[51] P. 303: il primo romano temporale segnore. Ma bisogna lasciare il temporalmente che corrisponde all’ispiritualmente.
[52] P.: Com piute sono le chiose delynferno diAcopo.di.Dante.