Comincia dal secondo grado dell’Inferno la caterva dei viziosi, che si estende dal secondo al quinto, ove han posto gl’incontinenti. E, mentre nel primo le anime sono imbarcate dal demonio Caron, del secondo troviamo guai motore e giudice il demonio Minos. Il continuo agitarsi dei lussuriosi corrisponde alle inquietudini amorose, perchè come dice Jacopo, l’effetto di ogni peccato è degnamente pena dell’operante.

Terzo grado: i golosi. Motore il demonio Cerbero, le cui tre bocche simboleggiano i tre appetiti. Pena: le infermità, le gotte, le podagre, che si accumulano in siffatti peccatori. E, sia detto qui di volo, nel suo tipo del goloso, in Ciacco, il poeta raffigura uno tra gli uomini cui attribuisce la maggiore intelligenza nel suo tempo, e lo interroga con curiosità, poichè molto si aspetta dal dire di quell’uomo raffinatissimo, in cui riconosce somma autorità e previdenza dell’avvenire.

Quarto grado: Avari e prodighi. Motore, il demonio Pluto (posto qui da Dante probabilmente per la somiglianza tra Pluto e il vocabolo greco Plutos). Pena: infinito affaticare così nel ritenere come nello sparnazzare.

Quinto grado: Iracondia e Accidia. Motore, il demonio Flegias. Pena: la affuocata irruenza degl’iracondi e degli accidiosi, la occulta e finta irata voglia.

Arriva al sesto grado, cioè al peccato della malizia: la eresia, protetta dalle Furie, che raffigurano il «malo pensamento» il dischiesto (sconveniente) parlare, come dice Jacopo e la malvagia e infuriata operazione. La città è chiusa in mura, che sembran di ferro, per la segretezza della eresia. È impossibile avervi adito senza la esperienza della mente che, simboleggiata dal messo del cielo, gli vien in aiuto, aprendogli le porte. Le Furie son cinte di serpenti, a indicar il trascorrere d’un pensiero in altro e per la proprietà di fredda e velenosa malizia degli eretici. Per la gran diversità delle eresie, diverse arche tramischiate di fiamme per dimostrare l’ardente fermezza degli eretici nelle loro credenze.

Col settimo grado i bestiali: motore il Minotauro: o, come si scrive in certe rubriche, Hominotauro: qualità umana unita alla bestiale.

I bestiali sono compartiti in tre classi:

1.ª Quelli che fanno forza, violenza altrui in cosa o in persona. I centauri raffigurano i correnti pensieri bestiali.

2.ª Quelli che se stessi offendono personalmente, o realmente. Personalmente i suicidï, trasformati in sterpi, poichè de’ tre animati: vegetabile, razionale e sensitivo loro è rimasto soltanto il primo. Le Arpie raffigurano le tristi ricordanze. Realmente, gli scialacquatori, sparnazzatori delle loro sostanze. Ignudi, perchè si spogliavano delle loro sostanze: perseguitati da nere e bramose cagne, a indicare la oscurità, i triboli della indigenza.

3.ª Coloro che sforzano la natura, cioè Iddio, e la lor qualità è suddivisa in tre classi: quelli che bestemmiano Iddio; quelli che peccano in lussuria contro la natura; gli usurai.