Vieni ai campi con me!... Bagna nel verde

La rugiada i miei sandali di seta.

De la campagna che il mattin rinverde

Vo' coglier tutti i fior....

Vieni con me nei boschi, o mio poeta,

Ma non dirmi d'amor!...

Una rondin traversa il ciel di rosa,

L'umide foglie sembran dïamanti;

Brillan gl'insetti nell'erba muscosa,

Ringiovanisce il pian;

Guarda che luce, che festa, che incanti...

Dio non esiste invan!...

.... Non parlarmi d'amor.—Di quei fulgori

L'anima nostra è un pallido riflesso.

Guarda che forza di divini ardori

Circonfondente il suol;

Che amor possente e che possente amplesso

De la terra col sol!...

Tu dar non mi potrai quel bacio eterno.—

.... Fatto di debolezza e gelosia,

Di fosche nubi e di rose d'inverno,

Di febbre e di timor,

Dell'infinito innanzi all'armonia,

Di', che vale il tuo amor?...

Io voglio, io voglio i campi sterminati

Ove fremono germi e sboccian fiori,

Come snella puledra in mezzo ai prati

Io voglio, io voglio andar;

Dell'iride vogl'io tutti i colori,

Tutti i gorghi del mar!...

Strappar le fronde e calpestar gli steli,

Goder l'eccelsa libertà montana,

Sul vergin picco che si slancia ai cieli

Batter felice il piè;

E assopirmi nel sol, come sultana

Ne le braccia d'un re!...

[pg!179]

[FRA I BOSCHI CEDUI]

Fra i boschi cedui

Infuria un demone.

Sghignazza, avventasi,

Piega le quercie,

Rompe ogni stel,

Sinistre nuvole

Chiama pel ciel.

Fra i boschi cedui

Sghignazza un demone.

Tutta ravvivasi

La selva ed ansima,

Tutta contorcesi:

Riscote ed anima

L'immensità

Un urlo magico:

«Fatalità.»

Tutta contorcesi

La selva ed ansima.

Narra la ràffica

Bizzarre istorie

D'amor, di lagrime,

D'ebbrezze adultere

Che Dio punì;

Colpe e misterii

D'antichi dì.

Narra la ràffica

Storie di lagrime.

Prendimi, portami,

Spirto malefico:

Su l'audacissime

Ali indomabili,

Tra nubi e fulmini,

Pel cieco orror,

Portami, involami,

Come la gracile

Foglia d'un fior....

In alto, in alto sempre, in alto ancor!...

[pg!184]

[CASCATA]

Da che eccelse scaturigini tu nasci,

O cascata impetuosa?...

Rimbalzante sulla china perigliosa,

Tu scrosciando volgi al mar;

Spumi, brilli, ridi, spruzzi, e niun t'arresta

Ne la corsa secolar.

*

Da che eccelse scaturigini tu nasci,

O pensiero zampillante?

A te beve, secco il labbro e il petto ansante,

L'assetata umanità;

In te il sole si rispecchia, e niun t'arresta

Ne l'immensa eternità.

[pg!185]

[MISTICA]

Ella amava le gotiche navate

Dei templi solitari;

I ceri agonizzanti sugli altari,

Il biascicar dei mistici

Rosarî.

Ella pregava sempre, pei dolori

Che ancor non conoscea:

Come un giglio era bella e nol sapea:

Non di carne, ma d'etere

Parea.

Una sera, nell'ombra d'un'arcata,

Uno sguardo l'avvolse,

Ella chinò la testa e non si volse.

Ma nelle fibre un tremito

La colse.

Un'altra sera ancor, nel tempio vuoto,

Ella incontrò quel viso.

Prometteva l'inferno e il paradiso....

Il cor le battè rapido,

Conquiso.

Ed una voce su la bocca: Io t'amo,

Le disse, ed ella pianse....

Un angelo dall'alto la compianse;

Sull'altare una lampada

S'infranse.