La «bieca figura» che le appare una notte al capezzale e si chiama sventura, dopo averla atterrita col profetarle tutto quello che è destinata a soffrire, le dice:
.... A chi soffre e sanguinando crea
Sola splende la gloria.
Vol sublime il dolor scioglie all'idea.
Ed ella, che l'aveva respinta, le risponde: Resta.
La sventura! come si sente ch'essa fu la compagna della giovinezza di Ada Negri! forse fin da bambina seppe
.... le notti insonni e l'inquïeto
Pensier della dimane.
fors'anche conobbe «i giorni senza pane»...
Crebbi col buio intorno e qui nel core
Una feroce nostalgia di sole.
A diciott'anni saluta sua madre e parte da Lodi per il suo posto di maestra a Motta-Visconti: una grossa e grassa borgata della bassa dove però non arrivano ancora neppure le rotaie di un tram; è là come dimenticata sul ciglione del Ticino dove si stendono boscaglie conosciute dai cacciatori milanesi, e dove Ada Negri va ad ascoltare le voci del vento che sale,
Punge, penètra, sibila, travolge,
Fiero scotendo l'ale.
Ada Negri, quando i tuoi versi usciranno raccolti in volume, molte cose si vorranno dire e si inventeranno intorno alla tua persona e alla tua vita. Lascia ch'io dica prima almeno un poco della melanconica verità; essa è un onore per te, e alla tua povertà un giorno tu ripenserai con dolcezza e con gratitudine, poichè ad essa devi in gran parte quello che sei.