Per la coscienza, affinchè ricordi: per la fortezza, affinchè perseveri: per la pietà, affinchè fruttifichi.

E con quale appellativo li chiameremo noi, quei fanciulli che nella carneficina senza uguali nella storia portarono in nome della giustizia il loro armato candore di arcangeli?... Li chiameremo noi, semplicemente, eroi?...

Chiunque è eroe che soccomba compiendo il proprio dovere; e di eroi d'ogni arma e d'ogni classe sono ora rosseggianti le patrie. Del cielo, del mare, della terra: del puro coraggio, del puro sacrifizio, della pura carità: noti ed ignoti, e gli oscuri son forse i più grandi. Al frenetico accanirsi degli spiriti del male le razze migliori hanno risposto esprimendo dalle forze più vive i campioni più perfetti, che la morte trasfigura, ma non distrugge.

Ma quei fanciulli, quei nostri fanciulli, vollero testimoniare la necessità della guerra per la pace andando incontro alla morte prima ancora di vivere.

Troviamo dunque per essi, nel nostro religioso fervore, il novissimo nome che li incoroni per l'eternità!...

Forse ignorarono essi medesimi il supremo valore della loro morte volontaria.

Credettero di offrirsi alla patria, per la sua libertà.

Alle patrie, per un accordo fondato sulle basi di una giustizia superiore, che renda inutile la potenza delle armi.

Grande sogno, e grande morte; ma il loro sangue innocente valeva di più.

Morirono perchè ritorni a vivere, nel cuore degli uomini, la bontà.